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Il no del M5s alle regionali insieme al Pd

Franceschini e Zingaretti avevano lanciato lʼidea di stringere un’alleanza anche su base regionale «per battere la destra», ma dal Movimento nessuna apertura: «Non è all’ordine del giorno, abbiamo altre priorità»

Umbria, Emilia Romagna, Calabria. Dalle elezioni regionali passa l’idea di un’ipotetica alleanza strutturale tra Pd e Movimento 5 Stelle, lanciata da Dario Franceschini e Nicola Zingaretti «per battere la destra». Ma nonostante alle prossime elezioni regionali il rischio di una debacle sia reale, poiché i pentastellati nelle consultazioni locali non hanno mai brillato, l’ipotesi di un’alleanza con il Pd su base regionale viene respinta da fonti vicine a Luigi Di Maio che ufficialmente la definiscono «non all’ordine del giorno».

«Se lavoreremo bene – ha detto il ministro dei beni culturali – potremo presentarci insieme già alle regionali. È difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena». Non un accordo tattico, ma un’alleanza politica e elettorale «che parta dalle prossime elezioni, passi per le comunali e arrivi alle politiche». E il via libera è arrivato anche dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «L’idea di Franceschini è corretta. Bisogna rispettare le realtà locali, ma se governiamo su un programma chiaro per l’Italia, perché non provare anche nelle Regioni ad aprire un processo per rinnovare e cambiare».

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Ma fonti del M5s gettano acqua sul fuoco ed escludono intese. «Il tema delle alleanze alle regionali non è all’ordine del giorno. Dunque non c’è in ballo alcuna possibile alleanza con il Pd in vista delle prossime elezioni regionali. Le priorità per il Movimento 5 Stelle sono altre, ci sono temi importanti da affrontare e provvedimenti da realizzare in tempi celeri a favore dei cittadini. Una cosa è certa: le dinamiche interne tra forze politiche non interessano agli italiani e non servono a far crescere il Paese. Rimaniamo concentrati sulle cose concrete come il taglio dei parlamentari e l’abbassamento delle tasse». Un no esplicitato dal deputato, ex sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano: «Abbiamo già detto chiaramente che non è possibile per noi, non è previsto dal nostro statuto e non c’è nessuna volontà di farlo. Quindi l’argomento per noi non esiste nemmeno – dice Di Stefano – Non ci sono deroghe. Il nostro statuto, recentemente modificato, parla di alleanze possibili solo in via sperimentale con liste civiche».

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