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L’Italia assegna un porto sicuro alla Ocean Viking: i migranti sbarcheranno a Lampedusa

La decisione arriva dopo che Germania e Francia si erano rese disponibili ad accogliere metà delle persone che arrivano nei porti italiani, in base ad un «meccanismo temporaneo» di ripartizione che verrà discusso nel prossimo vertice europeo a La Valletta

L’Italia ha assegnato un porto sicuro alla Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere con 82 migranti a bordo. Dopo sei giorni dal primo soccorso, la nave umanitaria si sta dirigendo verso l’isola di Lampedusa. «Siamo sollevati»: è il primo commento di Medici senza Frontiere e di Mediterranea Saving Human. È la prima decisione di questo tipo per il nuovo governo di Giuseppe Conte, sostenuto da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, dopo che il precedente aveva adottato la politica dei “porti chiusi” nei confronti delle ong che soccorrono le persone nel Mediterraneo.

La Ocean Viking è dunque la prima nave di soccorso che arriva in Italia dopo mesi di divieto di ingresso in acque territoriali previsto dal decreto sicurezza bis. Il ministero dell’Interno, Luciana Lamorgese, dopo giorni di stallo ha firmato l’autorizzazione per poter sbarcare gli 82 migranti soccorsi l’8 settembre e rimasti a bordo della nave di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere, dopo l’evacuazione urgente a Malta di una donna al nono mese di gravidanza con il marito.

Intanto, Francia e Germania si sono dette pronte ad accogliere ognuno il 25% dei migranti che sbarcheranno in Italia. Il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, ha confermato l’intesa in base alla quale la Germania accoglierà un quarto dei migranti che entrano in Italia dopo un salvataggio in mare e lo stesso vale per la Francia. Si tratta di passi avanti verso la creazione di quel «meccanismo temporaneo» di ripartizione a cui sta lavorando la Commissione europea e sul quale conta il nuovo governo Conte per gestire senza crisi gli arrivi delle navi umanitarie. Un meccanismo non ancora definito, né nelle quote né soprattutto nei requisiti dei migranti che saranno suddivisi, ma che dovrebbe costituire l’ossatura dell’accordo che i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Francia e Germania tenteranno di definire il prossimo 23 settembre nell’incontro che si svolgerà a La Valletta.

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