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Carta unica per identità e bancomat: il progetto del Mef per combattere l’evasione

L'idea è quella di accorpare una serie di documenti per rendere meno complicato l’utilizzo dei pagamenti elettronici anche tra gli anziani

Il contante in circolazione in Italia è cresciuto costantemente nell’ultimo decennio, passando da 128 miliardi di euro a 198 miliardi di euro tra 2008 e 2017. Per incentivare i pagamenti elettronici, mettendo un freno all’evasione, potrebbe arrivare una «carta unica» che dentro avrà «carta d’identità, tessera sanitaria, identità digitale e possibilità di attivare in conto di pagamento presso qualsiasi sportello bancario o postale». Ad anticiparlo al Sole 24 Ore, confermando al tempo stesso il piano per garantire un bonus a chi acquista con moneta elettronica, è il sottosegretario al Tesoro Alessio Villarosa.

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Il progetto è quello di accorpare tutta una serie di documenti che ora sono divisi in tessere o carte diverse per rendere meno complicato l’utilizzo dei pagamenti elettronici anche tra gli anziani, generalmente meno confidenti con le carte. «Sarà una vera rivoluzione: la carta unica – spiega Villarosa – avrà carta d’identità, tessera sanitaria, identità digitale e possibilità di attivare in conto di pagamento presso qualsiasi sportello bancario o postale». La carta unica potrebbe essere una sorta di «killer application» perché raggiungerebbe tutti e in tutta Italia, ma esistono diversi nodi per la messa a terra di questo programma. Si tratterebbe di far comunicare tra loro una serie di banche dati che al momento non riescono a farlo. E poi c’è da rispettare la nuova normativa europea sulla privacy perché si concentrerebbero tutta una serie di dati sensibili in un’unica tessera. Dall’utilizzo per visite sanitarie e farmaci all’accesso ai servizi delle pubbliche amministrazioni.

La carta unica che si inserisce in uno scacchiere più ampio di mosse per spingere ulteriormente la moneta elettronica. Oltre al sistemi di incentivi fiscali su cui si sta studiando per esercenti e consumatori, la carta unica consentirebbe di procedere in modo meno indolore e più rapido all’introduzione dell’obbligo per la Pa di accettare solo pagamenti elettronici. In molte città gli sportelli dell’anagrafe già oggi accettano pagamenti solo elettronici e l’obbligo potrebbe essere generalizzato a tutta la Pubblica amministrazione, incluse le società che forniscono servizi pubblici.

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