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Laura Boldrini entra nel Pd: «Per battere la destra non bastano i piccoli partiti»

L'ex presidente della Camera lascia Liberi e Uguali: «Non ho risentimenti e dico sì all’intesa con i 5S, ma quel post di Grillo contro di me inaugurò una stagione violenta»

«Questa destra è la peggiore di sempre e per batterla i piccoli partiti non bastano, oggi faccio una scelta che avevo maturato da tempo». L’ex presidente della Camera Laura Boldrini, eletta nelle liste di Leu, annuncia così il suo ingresso nel Partito Democratico di Zingaretti. In un’intervista a Repubblica anticipa la sua scelta: «Già alle europee avevo votato Pd. Ho maturato da tempo il mio passo. Rispetto, anche se non condivido, la scelta di Renzi, perché le divisioni non hanno mai portato bene e oggi c’è bisogno più che mai di unire le forze».

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A pochi giorni, dunque, dall’uscita di Renzi dal Pd e dall’ingresso nel partito dell’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, anche Laura Boldrini ha deciso di confluire nei dem: «Vado con il Pd – spiega – perché vuole aprire un dialogo con tutti quei mondi che, ieri e oggi, non si sentono più rappresentati e recuperare la fiducia dei giovani che non vanno più a votare». Ad accelerare la decisione della deputata è intervenuta la crisi di governo. «Ho atteso che fossero scelti ministri e sottosegretari perché non volevo assolutamente che il mio passaggio potesse far pensare a qualcuno che miravo a qualche incarico». Per Laura Boldrini «la destra va sfidata e contrastata con l’azione di un grande soggetto politico capace di incidere sulla società e che si batta contro ogni forma di disuguaglianza sociale, territoriale e di genere». Aggiunge poi che vorrebbe fare la sua parte «nella costruzione di una grande forza popolare con diverse caratteristiche», che metta in cima alle priorità la lotta al cambiamento climatico.

«Non ho risentimenti e dico sì all’intesa con i 5Stelle, ma i post di Grillo contro di me non li dimentico», ha aggiunto l’ex presidente della Camera. L’intesa di governo con i 5 Stelle, per Boldrini, è «dovuta alla necessità di uscire da una bolla di propaganda in cui Salvini aveva precipitato il Paese». Nonostante il post di Grillo, in cui chiedeva sui social “cosa succederebbe se ti trovassi in macchina con la Boldini”, non possa essere dimenticato: «Quell’attacco inaugurò una strategia violenta e spregiudicata che ha danneggiato me e anche la mia famiglia. Ma non ho fatto e non farò politica con le categorie del risentimento e del rancore. Il Paese ha bisogno di archiviare la stagione dell’odio».

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