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La guerra dei dazi e i rischi per l’Italia

Gli Usa potrebbero imporre presto tariffe sui prodotti europei per circa 7 miliardi di euro, colpendo anche il settore agroalimentare. Conte: «Ci farebbero molto male»

Washington potrebbe imporre presto dazi sui prodotti europei per circa 7 miliardi di euro colpendo aerei e parti di aerei prodotte in Europa ma anche altri settori, come l’agroalimentare. È quanto scrive l’Ansa citando fonti di Bruxelles, dove è attesa per la settimana prossima la pubblicazione del documento del Wto (World Trade Organization) che stabilisce l’entità delle compensazioni che gli Usa possono chiedere all’Ue per gli aiuti a Airbus giudicati illegali dalla stessa organizzazione mondiale per il commercio.

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I dazi Usa preoccupano il premier Conte. «Aspettiamo risposta dell’arbitrato sulla decisione degli Stati Uniti di applicare dazi ai prodotti Ue. Quella decisione ci farebbe molto male, per cui posso assicurare che ha la massima attenzione del Governo e la mia personale». Giuseppe Conte, dal palco del villaggio Coldiretti di Bologna ha ammesso che «non è facile perché, nonostante gli ottimi rapporti anche personali, tra i due Paesi siamo in un quadro di negoziato in cui gli Stati Uniti difendono i loro interessi nazionali e, come sempre, lo stesso facciamo anche noi».

La guerra dei dazi con gli Usa potrebbe avere conseguenze molto gravi per l’export italiano, danneggiando molte categorie, inclusi coltivatori, allevatori, piccoli e grandi produttori. I nuovi dazi che potrebbero essere autorizzati dal Wto permetterebbero agli Stati Uniti di applicare tariffe per un importo compreso tra 5 e 10 miliardi di dollari ai prodotti europei, compresi formaggi e vini italiani. La politica dei dazi di Trump ha sempre messo nel mirino i comparti economici in cui gli Stati Uniti hanno un deficit commerciale e questo è il caso dell’agroalimentare. Gli Usa sono il primo acquirente delle specialità del Vecchio mondo, con particolare predilezione per l’Italia.

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Inoltre, dazi punitivi su formaggi e alimenti Dop italiani significherebbero un vantaggio competitivo per le imitazioni a stelle e strisce. La Commissione europea ha fatto diversi tentativi per aprire un dialogo con Washington. L’ultimo, avvenuto pochi giorni fa con un incontro tra il commissario al Commercio Cecilia Malmstroem e il suo omologo Robert Lighthizer, non ha però prodotto risultati in grado di disinnescare il rischio di una escalation tra i due principali partner commerciali del mondo. Anche l’Ue, infatti, ha vinto una disputa al Wto contro l’americana Boeing e potrebbe rispondere alle mosse statunitensi imponendo tariffe sui prodotti Usa. Ma Bruxelles conoscerà solo in primavera l’entità delle tariffe che potrà applicare.

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