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Def, la flessibilità e le coperture in attesa della manovra 2020

Completa cancellazione dei 23 miliardi di clausole Iva, solo 2,7 miliardi per ridurre il cuneo fiscale e ben 7 miliardi di introiti attesi dalla lotta all’evasione: sono le voci più importanti della Nadef

La manovra per il 2020 sarà di circa 29 miliardi. Con un deficit che si ferma al 2,2% come da attese, un obiettivo di crescita che non va oltre lo 0,6% e un debito che scende dal 135,7% al 135,2%: Sono queste le prime cifre che trapelano in merito alla nota di aggiornamento del Def, approvata dal consiglio dei ministri. «Siamo convinti di poter imprimere un cambio di passo alla politica economica già con la prossima Legge di Bilancio e che si sia aperta un’opportunità di disegnare riforme incisive e preparare un vero rilancio dell’economia italiana», scrive il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nell’introduzione della bozza della Nadef.

In attesa di conoscere i contenuti della manovra vera e propria, la Nadef che ne costituisce la cornice macroeconomica conferma solo in parte le anticipazioni di queste settimane. Due le sorprese principali: sul fronte delle entrate, gli introiti attesi da lotta all’evasione e promozione dei pagamenti elettronici dovrebbero essere di 7 miliardi. Per quanto riguarda il cuneo fiscale, il primo anno arriverà solo un segnale. Quasi simbolico. Stando alle bozze, infatti, già a partire dal prossimo anno il cuneo fiscale calerà dello 0,1%. «L’impegno aggiuntivo nel 2020 è valutato in 0,15 punti percentuali di Pil che saliranno a 0,3 punti nel 2021». Si tratta di circa 2,7 miliardi nel 2020 (contro i 5 ipotizzati nei giorni scorsi) e di circa 5,4 miliardi nel 2021.

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La nota conferma anche che è stato deciso di non aumentare l’Iva. Ma come sono stati raccolti i fondi necessari a stoppare l’Iva e ad avviare un seppur simbolico abbassamento delle tasse? La nota elenca alcune misure: «Misure di efficientamento della spesa pubblica e di revisione o soppressione di disposizioni normative vigenti in relazione alla loro efficacia o priorità, per un risparmio di oltre 0,1 punti percentuali di Pil. Nuove misure di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, nonché interventi per il recupero del gettito tributario anche attraverso una maggiore diffusione dell’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili, per un incremento totale del gettito pari a 0,4% del Pil. Riduzione delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1% del Pil. Altre misure fiscali, fra cui la proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, per oltre 0,1 punti percentuali».

Nel dettaglio, le risorse a cui attingere come coperture sono pari a circa 14,4 miliardi così suddivisi: 7,2 miliardi (0,4% del Pil) dalla lotta all’evasione, compresa la diffusione di strumenti di pagamento tracciabili, 1,8 miliardi dalla spending review (0,1% del Pil), 1,7 miliardi (circa lo 0,1% del Pil). Il resto verrà dalla riduzione delle spese fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1% del Pil, altri 1,7 miliardi.

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