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L’Ue assolve il glifosato: «Non è cancerogeno»

La Corte di Giustizia Europea mette un punto alla diatriba sull'utilizzo dell'erbicida accusato di provocare il cancro: «Non sussistono elementi per inficiarne l’uso»

«Non sussistono elementi per inficiare la legittimità sull’uso del glifosato». La Corte di Giustizia europea ha dato il via libera all’utilizzo dell’erbicida più discusso, controverso e utilizzato. A essere presi in considerazione nella deliberazione del tribunale, la valutazione dei rischi derivanti dall’utilizzo del prodotto, i dati sulle procedure dei test effettuati, gli studi forniti dalla Monsanto per l’autorizzazione all’immissione nel mercato, la verifica da parte delle autorità competenti e l’accessibilità di tale documentazione al pubblico. Il risultato? Non sussiste alcun elemento capace d’inficiare la liceità dell’uso del glifosato.

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A riaprire il caso è stata la causa presentata dal Tribunale penale di Foix (Francia) dopo la protesta dei “Mietitori volontari anti ogm dell’Ariège”. Il gruppo ambientalista era stato accusato di aver danneggiato dei bidoni di Roundup, contenente glifosato, nella città di Pamiers. Da qui è seguita la domanda di chiarimenti alla Corte Ue da parte della giustizia francese sulla validità della normativa europea inerente l’utilizzo dell’erbicida.

Nel 2015 l’Agenzia internazionale di Ricerca sul Cancro (Iarc), che fa parte dell’Oms, lo inserisce nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene”, un gruppo di 81 sostanze «con sufficiente evidenza di cancro negli animali e limitata negli uomini». Secondo Iarc il linfoma di Hodgkin sarebbe una diretta conseguenza dell’esposizione al glifosato. Esposti maggiormente al rischio sarebbero quindi i lavoratori agricoli. Nello stesso anno, la Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, pubblica arriva a un parere contrastante, smentendo lo Iarc e dichiarando il glifosato un prodotto non cancerogeno. La divergenza fra i due studi deriva dal fatto che mentre Efsa analizza la molecola di glifosato in quanto tale, Iarc invece nelle sue valutazioni, prende in considerazione il cocktail di sostanze contenute nei prodotti immessi sul mercato. Ma adesso la sentenza della Corte Ue assolve del tutto l’erbicida.

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