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Non studiano, né lavorano: in Italia record di Neet

Il nostro Paese è al primo posto nella classifica europea per giovani inattivi: da noi la percentuale è del 23,4% mentre la media Ue è del 12,9%. Maglia nera alla Sicilia

Sono sempre di più i giovani italiani che non studiano, non lavorano e non seguono nessun percorso di formazione. Parliamo dei cosiddetti Neet (Not in education, employment or training) protagonisti di una ricerca di Unicef Italia intitolata “Il silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra rinuncia e desiderio”, realizzata sugli ultimi dati Eurostat e Istat del 2018. Stando ai numeri, il nostro Paese vanta un triste primato europeo. In Italia ci sarebbero circa 2.116.000 Neet tra i 15 e i 29 anni: una cifra che rappresenta il 23,4% del totale dei giovani della stessa fascia d’età presenti sul territorio.

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Solo in Sicilia, l’incidenza di inattività tra i giovani è del 38,6% dell’intera popolazione residente. Un problema che accomuna il Sud, visto e considerato che sul podio delle regioni con più Neet troviamo anche la Calabria con il 36,2% e la Campania con il 35,9%. Seguono la Puglia con un’incidenza del 30,5% e la Sardegna che si ferma al 27,5%.

Nella classifica sui Neet, l’Italia è seguita dalla Grecia con il 19,5%, la Bulgaria con il 18,1%, la Romania con il 17% e la Croazia con il 15,6%. Le nazioni più virtuose da questo punto di vista sono invece l’Olanda, con un tasso del 5,7%, la Svezia con il 7% e Malta con il 7,4%. La media dell’Unione europea si attesta al 12,9%, praticamente dieci punti percentuali al di sotto del dato italiano.

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