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Commissione Ue, rischia di slittare l’insediamento del nuovo esecutivo von der Leyen

Il voto di fiducia del Parlamento europeo è previsto per il 23 di ottobre, ma la bocciatura di tre commissari potrebbe allungare i tempi

La bocciatura del candidato francese all’industria e al mercato unico, Sylvie Goulard, potrebbe far slittare l’insediamento della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen oltre la data prevista del 1 novembre. Il voto di fiducia alla Commissione è previsto per il 23 di ottobre a Strasburgo, ma la bocciatura del candidato commissario francese, unita a quella dei candidati di Romania e Ungheria, mette in discussione il calendario. Ursula von der Leyen potrebbe chiedere un rinvio a novembre del voto del Parlamento europeo sulla sua Commissione.

Sui ritardi dell’insediamento pesano le audizioni parlamentari che hanno portato alla bocciatura di ben tre commissari. Il sistema europeo prevede infatti che i commissari siano sottoposti al vaglio degli eurodeputati prima ancora che si voti la fiducia alla Commissione in parlamento. Il primo esame a cui vengono sottoposti tutti i commissari è da parte del comitato affari legali del parlamento europeo, esame fallito da due commissari: si tratta di László Trócsányi, candidato del partito ungherese Fidesz di Viktor Orban , e della candidata socialista rumena Rovana Plumb. A gettare un’ombra sulla candidatura di Plumb è stata una donazione fatta al suo partito, mentre a Trócsányi è stato contestato un conflitto d’interesse.

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Il colpo più duro, però, è stato la bocciatura del candidato francese. Le commissioni Mercato Interno e Industria dell’Europarlamento, a voto segreto – con 82 voti contrari, 29 a favore e 1 astensione – hanno respinto di Sylvie Goulard come commissario al mercato Interno della squadra von der Leyen. La designata di Parigi era stata contestata per una serie di guai giudiziari e potenziali conflitti di interesse: Goulard è sotto indagine in Francia e all’Olaf (l’organismo anti-frode dell’Ue) per l’uso dei fondi dell’Europarlamento destinati agli assistenti. Ed era stata messa sotto la lente dei deputati a causa di una consulenza per un think thank dell’investitore americano-tedesco Nicolas Berggruen, il Berggruen Institute, per la quale Goulard è stata remunerata mentre era eurodeputata.

Ma alla base della sua bocciatura ci sarebbe anche il dispiacere da parte del Partito Popolare Europeo, la prima forza in Parlamento, per non essere riusciti a designare un loro uomo alla presidenza della Commissione, il cosiddetto Spitzenkandidat Manfred Weber affossato da diversi Stati membri, con la Francia di Macron in prima linea. La nomina di Ursula von der Leyen fu infatti il risultato dei vari Paesi membri, tramite il Consiglio europeo, negoziati in cui Emmanuel Macron giocò un ruolo fondamentale. Non è un caso che tra i partiti che hanno votato contro Sylvie Goulard, candidata di Macron, ex ministro della Difesa del suo governo poi diventata vice governatrice della Banca di Francia, ci sia anche il Ppe.

Macron ha gridato al complotto: «Goulard è vittima di un gioco politico che colpisce l’intera Commissione», fa filtrare il presidente francese dall’Eliseo prima di prendere direttamente posizione contro la presidente von der Leyen. «L’avevo avvertita delle inchieste e mi ha detto che voleva lavorare con Goulard e mi aveva assicurato un accordo con i gruppi politici. Adesso ho bisogno di capire e chiederò spiegazioni». La bocciatura di Goulard apre anche una crepa anche nella politica tedesca e mostra una Angela Merkel che non controlla più il gruppo Popolare e di fatto subisce la bocciatura di un commissaria pesante della Commissione a guida Ppe.

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