Conflitto in Siria, la Turchia arruola milizie jihadiste contro i curdi

Tra gli uomini ingaggiati da Ankara nell’operazione contro i curdi anche diversi fuoriusciti da Al-Qaida

Continua l’operazione turca nel nord-est della Siria. Ankara annuncia di aver espugnato il centro di Ras al-Ayn: si tratterebbe dell’avanzamento più significativo, scrive l’Associated Press, dall’inizio delle sue operazioni contro i combattenti curdi siriani. Nell’operazione oltre confine la Turchia, però, starebbe arruolando anche alcuni gruppi jihadisti. Nell’accozzaglia dell’Esercito siriano nazionale (National Syrian Army, Nsa), composto da decine di brigate e battaglioni per un totale di 25mila uomini, c’è anche Ahrar Al Sharqiya: si tratta di un gruppo di ribelli siriani armati originario del Governatorato di Deir ez-Zor, di ideologia nazionalista e islamista, fondato da alcuni fuoriusciti da Al-Qaida.

«Sotto l’ombrello dell’Nsa – si legge sul profilo Twitter ArabBaathist che segue l’avanzata dei ribelli in territorio curdo – Ahrar al-Sharqiya è il primo gruppo a tagliare fuori l’autostrada M4 tra Al Hasakah e Aleppo, una delle maggiori rotte di approvvigionamento per i terroristi». E le immagini che vengono postate in queste ore sui social da Ahar Al Sharqiya sembrano lasciare pochi dubbi sul loro coinvolgimento nel conflitto. Anche il quotidiano al Quds al Arabi riporta che il gruppo jihadista Ahrar Al Sharqiya «è riuscito a prendere il controllo della cittadina al Irtwaziyah (circa 80 chilometri a nord di Raqqa nel nord-est siriano) che si trova sull’autostrda Aleppo-Qamishli, tagliando di fatto la stessa autostrada e i rifornimenti delle forze curde dalla parte del governatorato al Haska».

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Si tratta di un gruppo di ribelli siriani armati originario del Governatorato di Deir ez Zor, di ideologia islamista. Fondato da alcuni fuoriusciti dell’ex filiale siriana di al Qaida, Fronte Al Nusra tra cui Abu Maria Al Qahtani, il gruppo è stato anche accusato di stretta alleanza con l’Isis. Gli uomini di questo gruppo sono accusati di aver aiutato i terroristi europei a raggiungere da Est le roccaforti del cosiddetto Stato Islamico. Del pericolo che l’Isis si potesse riorganizzare grazie al conflitto turco ne aveva parlato qualche giorno fa Anwar Muslem, l’ex sindaco di Kobane, la città curda che per prima ha sconfitto lo Stato Islamico in Siria. «Senza il sostegno dell’Europa e degli Stati Uniti c’è il rischio concreto che l’Isis si riorganizzi», era stato il monito lanciato da Muslem.

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