Dalla Germania alla Francia: stop armi alla Turchia

Anche Olanda, Norvegia e Finlandia hanno già sospeso la vendita. Zingaretti propone al governo italiano di valutare la misura. Il ministro degli Esteri Di Maio: «Chiederemo il blocco in tutta l’Ue»

Dopo Olanda, Norvegia e Finlandia anche Germania e Francia hanno deciso di vietare la vendita di armi alla Turchia. Il governo francese ha deciso di sospendere con effetto immediato «qualsiasi progetto di esportazione verso la Turchia di materiale da guerra che potrebbe essere utilizzato nell’offensiva in Siria». Una misura che, secondo il segretario del Pd Nicola Zingaretti, anche l’Italia dovrebbe valutare. «Bisogna fermare l’invasione da parte della Turchia – ha scritto su Twitter – Il governo italiano, oltre a i provvedimenti che sta adottando, valuti subito il blocco delle esportazioni delle armi alla Turchia».

Posizione condivisa anche dall’alleato di governo Luigi Di Maio. «Lunedì al consiglio Ue dei ministri degli Esteri, come governo, chiederemo che tutta l’Ue blocchi la vendita di armi alla Turchia», ha detto dal palco di Italia 5 Stelle. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha condannato duramente l’operazione militare lanciata da Erdogan.«Quel che sta accadendo in Siria, l’offensiva turca, la negazione dei diritti delle popolazioni locali e del popolo curdo, le morti di civili: tutto questo è inaccettabile e non possiamo voltarci dall’altra parte», ha scritto Di Maio su Facebook. «Non può essere militare la soluzione alla crisi siriana», ha aggiunto. Di Maio ha inoltre convocato l’ambasciatore turco in Italia per esprimere la «protesta del governo italiano».

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La Turchia è il terzo Paese al mondo verso cui l’Italia esporta armi e materiali d’armamento, dopo Qatar e Pakistan, come emerge dall’ultima Relazione al Parlamento sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento (i dati risalgono all’aprile del 2018). Solo nel 2018 sono stati autorizzati 360 milioni di euro di vendite. Secondo la legge italiana 185 del 1990, il nostro Paese non è autorizzato a continuare le forniture ai Paesi in stato di conflitto armato. «Negli ultimi quattro anni l’Italia ha autorizzato forniture militari per 890 milioni di euro e consegnato materiale di armamento per 463 milioni di euro», ha affermato Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana per il disarmo. «In particolare nel 2018 sono state concesse 70 licenze di esportazione definitiva per un controvalore di oltre 360 milioni di euro. Tra i materiali autorizzati: armi o sistemi d’arma di calibro superiore ai 19.7mm, munizioni, bombe, siluri, arazzi, missili e accessori oltre ad apparecchiature per la direzione del tiro, aeromobili e software».

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