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La Catalogna protesta dopo le condanne di 12 indipendentisti

A Barcellona migliaia di persone in marcia fino all’aeroporto di El Prat per manifestare contro la condanna dei leader catalani. Mentre 1200 auto bloccano lo scalo di Madrid

Vanno dai 9 ai 13 anni di carcere le condanne della Corte suprema spagnola ai 12 leader indipendentisti catalani tra i quali c’è l’ex vicepremier Oriol Junqueras. Sono stati riconosciuti colpevoli di sedizione e appropriazione indebita. Condanne che riaccendono le proteste in Catalogna. E a Barcellona la polizia ha non pochi problemi a contenere le manifestazioni tra la centrale plaza Catalunya e l’aeroporto internazionale di El Prat. Diverse migliaia di persone sono arrivate all’aeroporto a piedi percorrendo quasi 16 chilometri dal centro città, formando un grande blocco all’ingresso del Terminal 1. Come riferisce il quotidiano spagnolo El Pais, sono già stati cancellati decine di voli.

Bloccato anche l’aeroporto di Madrid-Barajas. I manifestanti dello “Tsunami democratico” hanno messo in moto un’azione senza precedenti: una lunga marcia di oltre 1200 auto con lo scopo di bloccare lo scalo madrileno. «Dallo tsunami democratico, facciamo appello a tutti quei cittadini di Madrid indignati da una sentenza che non solo va a colpire i leader politici indipendenti, ma anche la qualità democratica e i diritti civili e sociali di tutti i cittadini spagnoli», hanno dichiarato in una nota i manifestanti.

La tensione tra Madrid e Barcellona è tornata ai livelli di due anni fa. E infatti il premier spagnolo Pedro Sanchez ha commentato la sentenza predicando calma: «Abbiamo bisogno di aprire un nuovo capitolo basato sulla coesistenza pacifica in Catalogna attraverso il dialogo nei limiti della legge e della Costituzione spagnola – ha detto – Nessuno è al di sopra della legge e in Spagna non ci sono prigionieri politici ma piuttosto alcuni politici in prigione per aver violato leggi democratiche»

Tra le prime voci a levarsi contro il pronunciamento dei giudici c’è quella del Barcellona. La società calcistica ha diffuso un commento ufficiale di critica alla sentenza: «La pena preventiva non ha aiutato a risolvere il conflitto, non lo farà la pena detentiva inflitta ora, perché la prigione non è la soluzione», scrive la società. «La risoluzione del conflitto in Catalogna deve provenire esclusivamente dal dialogo politico – scrive ancora il club in un comunicato in inglese che compare in apertura della home page del suo sito ufficiale -. Il club chiede ai leader politici di condurre un processo di negoziazione che dovrebbe consentire la liberazione di leader civili e politici condannati».

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