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La fuga da Libra: PayPal, eBay e Visa lasciano la criptovaluta di Facebook

Uno dopo l'altro, i principali partner stanno abbandonando il progetto. Per Zuckerberg e le sue ambizioni di rivoluzionare il sistema dei pagamenti si tratta di uno schiaffo pesante che segue le resistenze della politica

La grande fuga da Libra è iniziata. Dopo PayPal, anche le società di carte di credito Mastercard e Visa, il sito di e-commerce eBay e il sistema di pagamento elettronico Stripe si sono tirati fuori dalla Libra Association, l’organizzazione che avrà il compito di gestire Libra, la valuta virtuale promossa da Facebook. Una bocciatura clamorosa per Libra alla vigilia della nomina dei membri del consiglio di amministrazione di Libra Association, prevista per oggi a Ginevra. Questi colossi finanziari, insieme a un’altra ventina di soggetti, avrebbero dovuto facilitare la circolazione delle valute digitale per i consumatori. Ma soprattutto avrebbero rappresentato una sorta di certificazione di qualità del progetto presentato come la criptovaluta non solo di Facebook, già finito sotto accusa per la gestione spregiudicata delle informazioni dei suoi due miliardi e mezzo di utenti.

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Che Libra avesse seminato molti dubbi non è un mistero. Il progetto, basato su tecnologia blockchain, è fortemente innovativo. Ma il rischio di rompere storici equilibri finanziari è forte. E anche per questo ha trovato resistenza in ambito politico. Diversi senatori statunitensi hanno fatto pressioni su alcune delle più importanti aziende che avevano aderito al progetto. E i risultati iniziano a vedersi. Prima dell’abbandono di PayPal, Mastercard, Visa, eBay e Stripe era composta da 28 soci. Ogni socio dovrebbe partecipare all’iniziativa con 10 milioni di dollari, che costituiranno il fondo al quale sarà agganciato il valore di Libra. Secondo Facebook, che non gestirà direttamente la valuta ma solo un sistema di pagamento, Libra potrà semplificare gli acquisti online e lo scambio di denaro tra miliardi di persone. Ma c’è il timore che la nuova valuta possa essere sfruttata per il riciclo di denaro e altre attività illecite.

A scatenare l’effetto domino è stata PayPay. L’azienda californiana, pioniere dei pagamenti digitali, è stata la prima ad abbandonare il progetto Libra. Pochi giorni dopo la stessa decisione è stata presa da eBay, Visa, Mastercard e Stripe. «Rispettiamo fortemente la visione dell’Associazione Libra – hanno fatto sapere da eBay con una nota ufficiale – Tuttavia, abbiamo deciso di non andare avanti come membri fondatori. Al momento, siamo concentrati sulla diffusione dell’esperienza di pagamento per i nostri clienti». Una spiegazione simile è arrivata anche da Stripe: «Sosteniamo progetti che mirano a rendere il commercio online più accessibile per le persone di tutto il mondo. Libra ha questo potenziale. Seguiremo da vicino i suoi progressi e resteremo aperti a lavorare con l’Associazione Libra in una fase successiva».

Questo dietrofront clamoroso rischia di compromettere pesantemente l’intero progetto. Su Twitter David Marcus, ex presidente di PayPal e attualmente capo di Calibra, la sussidiaria di Facebook che si occupa della criptomoneta, prova a infondere ottimismo, anche perché un fallimento ucciderebbe le speranze di Menlo Park di trovare forme di monetizzazione alternative alla pubblicità: «Non è una grande notizia (l’addio di Mastercard, Visa e gli altri, ndr) a breve termine, ma in un certo senso è liberatorio. Rimanete sintonizzati perché avremo novità molto presto».

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