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Manovra 2020: pronta la stangata su plastica, sigarette e giochi

Nella lista di interventi messi a punto dai tecnici del Mef c’è l’imposta sugli imballaggi. Ma nel mirino del governo ci sono anche sigarette, slot e Gratta e Vinci

Rush finale per la Legge di Bilancio. Far quadrare i conti su una manovra da oltre 30 miliardi di euro tenendo conto dei incrociati su tematiche politicamente sensibili non è affatto semplice. Il tutto considerando che entro la mezzanotte bisognerà inviare a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio, che sarà oggetto di valutazione e su cui la Commissione Ue si esprimerà a fine novembre. Nel mirino del governo plastica, sigarette e giochi. Dietrofront, invece, sull’aumento delle accise su diesel e gasolio commerciale.

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«La prima cosa che vogliamo fare è che tutte le correzioni sulle tasse si devono fare per dare ai nostri figli e nipoti un paese più verde, ecologico e pulito. Questo si fa con le tasse», ha detto il leader del M5S, Luigi Di Maio. E il riferimento è alla plastica: «Se una multinazionale deve imbottigliare una bibita – ha detto – dobbiamo fare in modo che paghi più tasse su una bottiglia in plastica e meno per una bottiglia in vetro». Una nuova imposta sulla plastica e sugli involucri potrebbe arrivare a 0,2 euro per ogni chilogrammo da applicare a imballaggi, bottiglie, contenitori per alimenti o confezioni per prodotti alimentari.

Per quanto riguarda le sigarette si prevede una vera e propria stangata. Due ipotesi al vaglio: La prima è relativa all’aumento delle accise su sigarette, nuovi prodotti a tabacco riscaldato e liquidi per le e-cig per un totale di 200 milioni di gettito in più da garantire all’Erario. Questo porterebbe un aumento di oltre 10 centesimi su prodotti per i fumatori. L’altra ipotesi più drastica prevede un aumento sulle sole accise delle sigarette tale da garantire almeno 300 milioni di euro. Il che vorrebbe dire un aumento sul pacchetto di sigarette di almeno 40 centesimi.

L’altro fronte caldo su cui si starebbe pensando di aumentare le tasse è quello del gioco. L’idea di tassare la fortuna non si è mai esaurita: con gli aumenti dell’ultimo anno si è garantito all’Erario già circa mezzo milione di euro. Ma si vorrebbe far crescere ancora la percentuale che lo Stato trattiene sulle vincite (lasciando immutato il limite dei 550 euro), al momento del 12% se eccede i 500 euro del Gratta e Vinci, del Superenalotto e delle Videolottery, mentre dell’8% se si vince al lotto. Le ipotesi sono tante con un meccanismo a scaglioni che alla fine potrebbe arrivare a un prelievo del 20% o superiore per le vincite oltre i 100 milioni. Nel menù non manca un nuovo ritocco al Preu (prelievo erariale unico) su Slot e Vlt, oggetto di rialzo sia con il decreto dignità sia con la manovra dello scorso anno.

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