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Quanto si risparmierebbe con l’abolizione di Quota 100?

Nella stesura del Documento programmatico di bilancio si è affrontato anche il nodo pensioni. E la maggioranza si è spaccata

Sulle pensioni scintille nella maggioranza. «Quota 100 rimane, questo è l’ indirizzo politico. Si è ragionato sulle finestre di uscita, ma nulla è stato ancora deciso. Quota 100 comunque rimane, questo senz’altro». Il premier Giuseppe Conte prova a mettere la parola fine alle polemiche nella maggioranza sulla riforma delle pensioni volute dal precedente governo. Il meccanismo di Quota 100 permette ad un lavoratore di andare in pensione quando la somma degli anni che ha trascorso al lavoro e la sua età raggiunge 100 (si può andare in pensione a partire da 62 anni e 38 anni di contributi). Chi decide di sfruttare questa strada alternativa per arrivare alla pensione accetta una riduzione del suo assegno pensionistico, ma nonostante questo la misura ha un costo significativo per le casse dello Stato.

Inizialmente il governo aveva ipotizzato che nei primi tre anni della misura (2019, 2020 e 2021) un milione di persone l’avrebbero utilizzata per una spesa totale di poco più di 20 miliardi di euro. In realtà, la penalizzazione all’assegno è stata scoraggiante per molti e la misura è stata usata solo dal 60% degli aventi diritto. Il risultato è che dei 4 miliardi di euro che si pensava di dover spendere per il 2019, ne sono stati risparmiati 1,5. L’anno prossimo si prevedeva di spendere 8,3 miliardi, ma probabilmente la spesa reale sarà poco più della metà. E così anche nel 2021.

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Queste somme risparmiate da “Quota 100” interessano anche altre forze politiche della maggioranza, con idee diverse su cosa farci. Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, si è schierato in prima fila per chiedere l’abolizione completa di Quota 100. «Nessuna barricata, ma se si dovesse abolire quota 100 siamo disposti a prenderci in carico le persone che hanno già firmato accordi per uscire dal mercato del lavoro, se, invece, si lascia scorrere quota 100 così com’è, si crea il burrone Salvini», ha detto il renziano Luigi Marattin. Il Pd è scettico sull’abolizione e propone piuttosto una sua “rimodulazione”, i cui dettagli però non sono al momento chiari. Mentre, il Movimento 5 Stelle invece è del tutto contrario a qualsiasi intervento. Ma per scoprire chi la spunterà bisogna aspettare il “Documento programmatico di bilancio” che dovrà essere inviato entro la mezzanotte alla Commissione Europea.

Se si ipotizza l’abolizione di Quota 100, con la legge di Bilancio per il 2020, il risparmio sarebbe pari a 16,9 miliardi di euro in due anni (8,3 miliardi nel 2020 e 8,6 miliardi nel 2021), e si sommerebbe al miliardo e mezzo risparmiato nel 2019 (per via delle minori adesioni del previsto) per un totale di 18,4 miliardi. Ma se la misura rimane in vigore, come affermato da Conte, si ipotizza che circa un terzo dei fondi stanziati non verrebbe speso (come avvenuto nel 2019) e che quindi circa 5,6 miliardi (un terzo dei 16,9 miliardi stanziati per i prossimi due anni) verrebbero risparmiati in ogni caso. Ma se consideriamo che un terzo circa dei fondi stanziati non verrebbe comunque speso, alla fine l’abolizione completa di Quota 100, proposta da Renzi, comporterebbe un risparmio di poco più di 11 miliardi di euro in due anni.

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