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Manovra, via libera «salvo intese» a dl fiscale e legge di Bilancio

Clausole Iva sterilizzate, Quota 100 confermata e 3 miliardi per il cuneo fiscale: queste le principali misure approvate dal Consiglio dei ministri. Il premier Conte si intesta la battaglia all’evasione

Approvato e inviato a Bruxelles il documento programmatico e concesso il via libera «salvo intese» alla legge di Bilancio per il 2020 e al decreto fiscale collegato alla manovra. «La manovra è espansiva, dobbiamo ritenerci soddisfatti, pure in un quadro di finanza pubblica particolarmente complesso siamo riusciti a evitare l’incremento Iva che era il nostro primo obiettivo e poi potendo ridisporre di risorse finanziarie aggiuntive che si sono manifestate nelle ultime settimane siamo riusciti a costruire una manovra che realizza vari punti del programma di governo», ha commentato a margine del Consiglio dei ministri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Lo schema di base della prossima manovra economica non prevede l’aumento dell’Iva, per-requisito per la nascita e la tenuta del governo giallorosso, e il deficit al 2,2%. Nel 2020 Quota 100 non cambierà e le tasse saranno tagliate solo ai lavoratori. Confermati i 3 miliardi per il taglio dei cuneo fiscale. Una cifra che, dal 2021, salirà a oltre 5 miliardi. E il tetto del contante cala da 3.000 a 2.000 euro nel 2020 e nel 2021, poi scenderà a 1.000 euro negli anni successivi. Queste le misure principali che andranno nella legge di Bilancio deve essere presentata al Parlamento entro domenica 20 e approvata da entrambe le camere entro fine dicembre.

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Al fine di evitare un aumento delle imposte a carico dei consumatori, con ripercussioni sulla distribuzione e il commercio, gli incrementi dell’Iva pari a 23,1 miliardi di euro previsti a legislazione vigente per il 2020 sono stati completamente sterilizzati, senza ricorrere a interventi sulle rimodulazioni delle aliquote capaci di aumentare il gettito di tale imposta. Si riduce già dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti. Vengono messe in campo politiche di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali in più settori. Si prevede un inasprimento delle pene per i grandi evasori. Si introducono misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie, che in tal modo evadono l’Iva e non procedono al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori. Si rafforzano le misure contro le frodi nel settore dei carburanti. Si implementa il contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.

Vengono destinate ulteriori ingenti risorse agli interventi per la famiglia, che saranno oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione. Si conferma il sussidio economico che accompagna alla pensione categorie di lavoratori da tutelare (la cosiddetta Ape Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (l’«Opzione Donna»). Viene confermata anche l’esenzione dal canone Rai per gli anziani a basso reddito. Si prevede la cancellazione del cosiddetto superticket in sanità, a partire dal primo settembre del 2020, con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.

Secondo l’Ansa l’accelerazione sul decreto fiscale e la manovra è arrivata dopo una riunione al ministero dell’Economia tra il premier Giuseppe Conte, il ministro Roberto Gualtieri e i capi delegazione della maggioranza: Riccardo Fraccaro per il M5s (assente Luigi Di Maio che è in visita istituzionale a Washington), Dario Franceschini per il Pd, Roberto Speranza per Leu e Teresa Bellanova per Italia viva. La scelta, spiega più di una fonte, sarebbe legata anche alla volontà di metter fine alle discussioni e polemiche nella maggioranza sulle singole misure, come il tetto all’uso del contante e soglie più basse per la lotta all’evasione. Sulle misure anti-evasione il premier non intende arretrare: «Lotteremo contro l’evasione fiscale come mai fatto prima. Non posso accettare che gli italiani onesti paghino più tasse per colpa di coloro che non le pagano affatto. E fino a quando ci sarò io, questa sarà una priorità assoluta dell’azione di Governo».

Il presidente del Consiglio Conte ha spiegato agli azionisti di maggioranza di volersi intestare la lotta all’evasione fiscale e ha lanciato un patto con gli italiani. Un superbonus da tre miliardi, da destinare ai contribuenti che paghino con carte di credito o bancomat, l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat. «È un articolato piano di contrasto all’evasione — ha spiegato il premier Conte — che, senza penalizzare nessuna categoria produttiva o rendere più difficoltosa la vita ai cittadini, incentiva l’utilizzo della moneta elettronica e i pagamenti digitali per favorire l’emersione dell’economia sommersa».

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