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Manovra, nella maggioranza è scontro su contante, tasse e partite Iva

M5s e Italia Viva attaccano le misure contenute nella Legge di Bilancio. Conte: «Bisogna fare squadra, chi non la pensa così è fuori dal governo»

Si accende lo scontro nella maggioranza sulla manovra approvata “salvo intese” dal governo e ancora in via di definizione. Il M5s chiede un vertice di maggioranza per trovare un’intesa su Pos e partite Iva. Il premier Conte risponde: «La manovra è stata approvata e deliberata dai ministri di tutte le forze politiche, anche del M5S. Bisogna fare squadra, chi non la pensa così è fuori dal governo». La riunione del Consiglio dei ministri in programma lunedì per il varo del nuovo decreto terremoto sarà preceduta da un vertice di maggioranza, occasione per una resa dei conti sui nodi aperti: tetto al contante, multe sui Pos, stretta per le partite Iva, sugar tax e la plastic tax, Quota 100.

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«Ragionevolmente – ha annunciato Conte – ci ritroveremo, anche per un confronto con le forze politiche: abbiamo approvato la manovra salvo intese ed è bene un momento di confronto per gli ultimi dettagli e per verificare le ultime posizioni delle forze politiche su questi dettagli». Il premier non vuole alzare il livello dello scontro e, vista la lettura data dai media alle dichiarazioni del premier, Palazzo Chigi lascia filtrare una precisazione attribuita a fonti della presidenza del Consiglio: «Nelle sue dichiarazioni Conte non ha inteso fare riferimento a singoli politici o forze politiche, ha fatto un discorso più generale, nella convinzione che un governo ha bisogno di unità e coesione per lavorare e lavorare bene». Quanto alla frase «chi non fa squadra è fuori dal governo», non sarebbe stata riferita alle discussioni sulla manovra. Ma le fibrillazioni restano.

I Cinquestelle dal canto loro rilanciano sulla necessità di colpire i grandi evasori, dicono no alla sanzione sui Pos per i commercianti e gli artigiani, così come alla stretta su flat tax e partite Iva, e difendono a spada tratta Quota 100. «Come si fa a dire che sono contro il popolo delle partite Iva. È una fesseria. Io sono il premier che ha portato da 30 fino a 65 mila euro l’aliquota al 15% per commercianti, professionisti, per tutti».

A complicare il quadro c’è poi il braccio di ferro avviato dai renziani su Quota 100 e su altri punti della manovra, come la sugar tax sulla quale Renzi e compagni annunciano emendamenti in Parlamento. «Faremo un emendamento a Quota 100 e vedremo chi vincerà in Parlamento». Stesso tono per i “balzelli”: «Oggi la manovra è una manovra che ha degli aspetti positivi – ha detto Renzi –, non si aumenta l’Iva, ma anche qualche tassa di troppo, per esempio la sugar tax o i balzelli sulle partite Iva. Su queste faremo battaglia in Parlamento. Io sono pronto a scommettere che queste tasse saranno eliminate dal lavoro dei parlamentari».

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