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Siria, si è concluso il ritiro delle milizie curde

I combattenti dell’Ypg hanno terminato il ritiro dal nordest della Siria: una zona di sicurezza sarà pattugliata dalle guardie di frontiera siriane supportate dalla polizia militare di Mosca, come previsto dall’accordo di Sochi

Si è concluso il ritiro delle forze curde dal nordest della Siria, secondo i termini dell’accordo del 22 ottobre scorso a Sochi tra il presidente russo Vladimir Putin ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Lo ha reso noto il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu: «Il ritiro dei gruppi armati dal territorio in cui dovrebbe essere creato un corridoio di sicurezza è stato completato prima del previsto – ha affermato Shoigu – Le guardie di frontiera siriane a la nostra polizia militare sono entrate». L’accordo prevedeva una tregua di 150 ore fino alle 18 ora locale (le 16 ora italiana).

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Erdogan ha ottenuto quello che voleva e festeggiato il 96esimo compleanno della repubblica turca confermando la ritirata dei terroristi. «Abbiamo dimostrato di poter garantire la sicurezza del Paese senza il permesso di nessuno», ha detto Erdogan. Proseguono intanto i colloqui di una delegazione russa per discutere della nuova fase relativa la gestione della “safe zone”, vale a dire il pattugliamento congiunto da parte di russi e turchi lungo il confine. In base all’intesa di Sochi quest’ultimo avverrà per una profondità di 10 km, a est e ovest del territorio sotto il controllo della Turchia, esteso per 120 km, da Tel Abyad (ovest) a Ras Al Ayn (est), con l’esclusione della città di Qamishli.

L’osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra, ha diffuso la notizia secondo cui degli scontri avrebbero avuto luogo tra l’esercito turco e i militari di Damasco, causando la morte di 6 militari siriani. Il conflitto a fuoco, che non trova alcuna conferma nei media turchi e di cui Erdogan e il ministro della Difesa Hulusi Akar non hanno fatto alcuna menzione pur essendo intervenuti pubblicamente, sarebbe avvenuto nei pressi del villaggio di Al-Assadiya, a 10 km dalla frontiera turco siriana. Cinque militari di Damasco sarebbero caduti sotto i colpi dell’artiglieria turca, mentre un sesto sarebbe stato colpito dai miliziani dell’esercito libero siriano, milizie sostenute da Ankara.

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