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Dalla plastica alle auto aziendali: le tasse che dividono il governo

Il prelievo fiscale è il capitolo della manovra che ha creato più frizioni in maggioranza. «Una inspiegabile mazzata alla classe media» per Matteo Renzi che annuncia battaglia in Parlamento

Continuano le tensioni nella maggioranza legate alle misure della manovra che dovrà essere portata a breve in Parlamento. La risposta del Movimento 5 Stelle alle critiche di Matteo Renzi non si è fatta attendere. Il leader di Italia Viva aveva infatti definito una «inspiegabile mazzata alla classe media» le nuove imposte su plastica e auto aziendali. Con un post sul Blog delle Stelle il M5s risponde alle accuse di Renzi: «Stiamo lavorando a una manovra che darà risposte concrete agli italiani. E ci stiamo riuscendo perché ascoltiamo le persone. Questa manovra, che il parlamento ha il diritto di migliorare, è stata scritta grazie al confronto leale e sereno tra le forze politiche che fanno parte di questa maggioranza. I giochini di palazzo, appartenenti alla vecchia politica, non possono appartenere a questo governo. E se qualcuno ha strane intenzioni deve sapere che non avrà mai il supporto del MoVimento».

L’ultimo a commentare la temuta tassa sulla plastica è Matteo Renzi: «Lavoreremo in Parlamento per eliminare le tasse su auto aziendali, plastica e zucchero. Chiedo a tutti di darci una mano e seguire la nostra battaglia in Parlamento». La stangata interesserà una serie di prodotti monouso, dai tappi di plastica al tetrapak per il latte, ma anche i rotoli pluriball, le etichette e le buste dell’insalata, che verranno tassate per 1 euro al chilogrammo. Ma la plastic tax prevede anche incentivi a favore delle imprese del settore della plastica che decidono di produrre materiali biodegradabili. Le associazioni dei consumatori hanno stimato il potenziale aumento per famiglia: secondo i dati di Federconsumatori potrebbe arrivare a 138 euro a nucleo familiare, mentre per Codacons fino a 165 euro (includendo l’effetto del taglio delle agevolazioni per il gasolio sui veicoli euro 3).

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Anche la sugar tax (dalla quale sono escluse le merendine) rimane uno dei punti divisivi all’interno della maggioranza. A pagare, in questo caso, sono il fabbricante, l’importatore e l’acquirente finale, e la tassa è fissata a 10 euro per ettolitro di prodotti finiti. Nel mirino di Renzi anche le tasse nei confronti dei dipendenti che usufruiscono delle auto aziendali: «È un errore aggiungere nuove tasse, specialmente se vanno a colpire il ceto medio». Secondo le ultime modifiche alla Legge di Bilancio 2020 le imposte triplicheranno per le auto che emettono più di 160 grammi di CO2 al chilometro, ma rimarranno invariate per ibride ed elettriche. Una soluzione che è arrivata solo in un secondo momento, dopo che l’annuncio di una stangata su tutti i modelli aveva fatto scaldare gli animi all’interno della maggioranza.

Nella prossima Legge di Bilancio è prevista anche una riforma delle imposte sulla casa: sparisce la Tasi, che era diventata solo un doppione dell’Imu che, nella nuova versione, accorperà i due tributi. L’aliquota rimane la stessa (pari all’8,6 per mille) che i sindaci potranno portare fino al 10,6 per mille o azzerare del tutto. Aumentano, invece, le accise per i fumatori. Le aliquote di base passano per le sigarette a 59,8%, per il tabacco trinciato a 59%, per i sigari a 23,5% e per i sigaretti a 24%. Fra le nuove arrivate c’è la tassa sulle cartine e sui filtri delle sigarette ‘fai da te’, che nell’ultima bozza è scesa da 0,005 euro a 0,0036 euro. Restano indenni da rincari le sigarette elettroniche. È stato previsto anche l’aumento dal 12% al 15% della tassa sulla fortuna per le vincite (Superenalotto, Gratta e Vinci, slot) superiori ai 500 euro.

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