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L’esplosione della cascina di Alessandria non è stata un incidente

La deflagrazione ha ucciso tre vigili del fuoco. Esclusa la pista eversivo-terroristica, ma continuano le indagini

«Tutto ci fa pensare che l’esplosione sia stata voluta e deliberatamente determinata». A dirlo è il procuratore di Alessandria dopo il sopralluogo nella cascina abbandonata di Quargnento. Gli elementi acquisiti gli inquirenti puntano decisamente sul fatto doloso: sono stati ritrovati inneschi rudimentali, fili elettrici e una scatoletta che potrebbe essere un timer per comandare a distanza l’esplosione all’interno della cascina in cui sono morti tre vigili del fuoco. Altri due pompieri e un carabiniere sono rimasti feriti.

Secondo le prime informazioni, una squadra di pompieri è intervenuta in seguito alla segnalazione di una fuga di gas a Quargneto, arrivata dopo la mezzanotte. Mentre l’intervento era in corso, intorno alle 2, c’è stata la deflagrazione e l’edificio è crollato. Drammatica, ma evidente la testimonianza lasciata da una comunicazione audio di un coordinatore dei vigili del fuoco: «Sembra che i colleghi sono arrivati che già c’era stata un’esplosione e mentre stavano dentro, dove c’erano queste bombole, c’è stata un’altra esplosione – dice ancora il vigile del fuoco – Sembra che sopra ci fossero degli inneschi proprio per far esplodere la palazzina. Questo è quello che ci ha detto il capo del Corpo».

Per ora il questore di Alessandria Michele Morelli esclude solo la pista eversivo-terroristica. Ma è comunque certo che qualcuno abbia voluto attirare i vigili del fuoco in una trappola mortale. «Le prime ipotesi sembrano escludere una matrice eversiva-terroristica. Per il resto facciamo lavorare gli inquirenti. Bisognerà fare un lavoro certosino per risalire alle cause». Le perplessità maggiori nascono dal fatto che l’edificio fosse disabitato e dalla dinamica dell’accaduto, con la segnalazione di una fuga di gas e la deflagrazione a intervento in corso. «In altre occasioni la casualità è subito evidente, stavolta è diverso e non si può escludere l’ipotesi dolosa», ha riferito il comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Alessandria, Giuseppe Di Fonzo. In queste prime ore convulse si cercano motivazioni legate a odi o interessi locali. Resta però la ferocia dell’atto. Il numero di bombole collegate, se si includono anche quelle inesplose, doveva servire evidentemente a provocare una deflagrazione di ampia portata. Quel che è purtroppo certo è solo che sono morti tre vigili del fuoco attirati nella cascina: Antonino Candido, Marco Triches, e Matteo Gastaldo.

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