EconomiaPrimo Piano

Non solo ArcelorMittal: tutte le multinazionali in fuga dall’Italia

La decisione del colosso dell’acciaio di rescindere il contratto per l'ex Ilva è soltanto uno gli ultimi esempi di grandi aziende che disinvestono nel nostro Paese

Se ArcelorMittal abbandonasse davvero l’ex Ilva di Taranto sarebbe un segnale drammatico per l’Italia, il campanello d’allarme di una bocciatura sonora da parte delle multinazionali nei confronti del nostro paese. L’Italia sarebbe classificata non attrattiva per i grandi investitori industriali. È il momento di correre ai ripari. La ragione principale avanzata da ArcelorMittal per la rescissione del contratto è il venir meno dello scudo penale per il piano ambientale soppresso definitivamente con il decreto “salva imprese”. Motivazioni politiche che si sommano a quelle economiche: la crisi del settore siderurgico che collega le acciaierie del Sul alle case automobilistiche del Nord.

LEGGI ANCHE: ArcelorMittal vuole lasciare l’ex Ilva

Anche Fiat Chrysler Automobiles (FCA), gruppo con sede ad Amsterdam che paga le tasse a Londra, ha dimezzato il volume produttivo della Maserati a Torino realizzando nei primi 6 mesi dell’anno lo stesso numero di macchine di lusso del primo trimestre del 2018, senza contare le incognite legate all’accordo raggiunto con Groupe PSA, gruppo proprietario dei marchi automobilistici Peugeot e Citroën, che potrebbe ridisegnare la presenza “italiana” dell’ex Lingotto.

Potremmo aggiungere la recente scelta della Unilever, multinazionale con quartier generale tra Londra e Rotterdam, di spostare la produzione del dado Knorr da Sanguinetto, in provincia di Verona, al Portogallo. E ancora il probabile ridimensionamento della multinazionale del bianco Whirlpool dal Belpaese. È notizia dei giorni scorsi Whirlpool ha ritirato la procedura di cessione per lo stabilimento di Napoli. L’azienda è convinta che «con maggior tempo a disposizione, si possa ristabilire un dialogo costruttivo e raggiungere una soluzione condivisa per garantire un futuro sostenibile nel lungo termine allo stabilimento di Napoli e ai suoi 400 dipendenti. Alla luce di questo nuovo e importante sviluppo, nei prossimi giorni ripartirà il tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte».

Dalle telecomunicazioni alla farmaceutica, si moltiplicano chiusure, ridimensionamenti e posti di lavoro qualificati che evaporano. Esasperati da attese estenuanti, da una burocrazia incomprensibile e da una giustizia che distilla un procedimento in dieci anni. Crescono, infatti, le multinazionali che fanno le valigie per produrre o fare ricerca altrove. Non solo e non sempre in Cina e India, dove la manodopera costa meno, ma in altri Paesi europei o negli Usa, con forza lavoro qualificata, infrastrutture e incentivi.

Tags

Related Articles

Back to top button
Close