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Tv, parte dal 2020 il nuovo digitale terrestre e a dicembre scatta il bonus

Entro luglio 2022 si compirà lo switch off al nuovo standard Dvb T2. Il governo ha stanziato 151 milioni di euro: lo sconto per l'acquisto di un nuovo televisore potrebbe essere di circa 50 euro a famiglia

Non sono passati molti anni da quando l’analogico lasciava spazio al digitale terrestre e ora la tv italiana è pronta a una nuova rivoluzione. Tra il 2020 e il 2022 le trasmissioni italiane daranno luogo a uno switch off tecnologico verso nuove modalità di ricezione del segnale passando dallo standard di trasmissione televisivo Dvb (digital video broadcasting) T1 al Dvb T2. Come accadde allora, anche questa volta i vecchi televisori dovranno essere sostituiti. Niente paura, però, perché c’è ancora tempo: dal 2020 infatti entreremo in una sorta di fase transitoria che durerà circa due anni e consentirà agli utenti di dotarsi di nuovi apparecchi o di decoder per non perdere il segnale.

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Il governo Gentiloni aveva previsto incentivi da 151 milioni di euro che, come confermato al Tavolo TV 4.0 al ministero dello Sviluppo economico prenderanno il via il prossimo mese di dicembre. In merito, la sottosegretaria Mirella Liuzzi ha annunciato l’intenzione di «incrementare» lo stanziamento, «per allargare la platea dei cittadini ammessi ad usufruire del contributo». Attualmente, infatti, a beneficiare dello sconto sarebbe solo chi appartiene alle fasce Isee I (10.632,94 euro) e II (21.265,87). Si è parlato di un contributo da cinquanta euro a famiglia, fruibile una sola volta per nucleo fino alla fine del 2022. Tecnicamente, si tratterà di uno sconto praticato direttamente dal venditore al momento dell’acquisto: darà così luogo a un credito d’imposta a favore del negoziante stesso.

La sottosegretaria ha sottolineato inoltre come sia «fondamentale accompagnare la transizione del sistema radiotelevisivo al Dvb T2 con opportune campagne e azioni informative coordinate dal ministero, per guidare i cittadini nel cambiamento tecnologico». «A tal riguardo, abbiamo invitato gli operatori televisivi a presentare in tempi brevi una proposta per un piano di comunicazione condiviso e unitario», ha annunciato. La transizione sarà simile a quella già vissuta pochi anni fa, con il passaggio dall’analogico al digitale conclusosi nel 2012. Anche allora vennero previsti degli incentivi per l’acquisto di nuovi televisori e dei decoder che consentivano la visione anche sui vecchi apparecchi.

La fase transitoria, così come il bonus, durerà due anni: fino a luglio 2022. Innanzitutto va detto che non si è obbligati a cambiare televisore: se la tv non è idonea alla ricezione del segnale, basterà adeguarla acquistando un decoder. Chi ha comprato la televisione l’anno scorso o nel 2017, invece, probabilmente ha già un modello compatibile (dal 1° gennaio 2017 i negozianti hanno avuto l’obbligo di vendere solo tv adeguati alla nuova tecnologia); chi invece l’ha acquistata prima dell’estate 2016 dovrà appunto adeguarsi: se avrà diritto al bonus, dovrà portare al negoziante un’autodichiarazione che certifichi il suo Isee e che non abbia già beneficiato dell’incentivo. A tal proposito, è previsto in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni un decreto interministeriale Mise-Mef che definisca proprio i dettagli per l’erogazione dei contributi a favore dei cittadini per l’acquisto di smart Tv e decoder.

Del passaggio al nuovo segnale digitale si parla già da tempo. L’aggiornamento nasce infatti dalla necessità di liberare alcune frequenze mobili della banda 700 (compresa tra i 694 e i 790 MHz) per il servizio di telefonia mobile 5G: lo standard che permetterà, secondo le aspettative dell’Unione europea, di connettersi senza fili per ricevere dati alla velocità di 10 gigabit al secondo, circa 100 volte di più della connessione 4G. Sono le frequenze vendute a 6,5 miliardi di euro all’asta dell’ottobre 2018, a cui hanno partecipato tutti i principali protagonisti delle telecomunicazioni in Italia: Wind 3, Vodafone, Telecom Italia, Fastweb e Iliad.

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