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Dal Demanio al Mose: chi è Elisabetta Spitz

Architetta con una solida conoscenza della macchina pubblica, sarà il supercommissario del governo per portare a compimento l'opera

Sarà Elisabetta Spitz il supercommissario di governo con l’incarico di supervisionare i lavori per portare a termine il Mose. Approda al nuovo incarico con una solida conoscenza della macchina dello Stato da ex direttore dell’Agenzia del Demanio. Romana di radici austriache, architetta, esperta urbanista, Elisabetta Spitz si è occupata altre volte del territorio veneto in incarichi precedenti. Dal 1992 al 1999, si legge nel suo curriculum, come presidente del consorzio di progettazione della salvaguardia delle aree abitate di Venezia e nel biennio 2009-2010 come Consulente dell’Autorità Portuale di Venezia per la formulazione del Piano di gestione del Porto di Venezia e governance delle procedure.

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Classe 1953, ex moglie dell’ex segretario Udc Marco Follini, dal 2000 al 2008 è stata a guida dell’Agenzia del Demanio, l’ente che si occupa della gestione dello sterminato patrimonio immobiliare pubblico lungo tutto il Paese. Scelta sotto il governo di centrosinistra dall’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco, che nel 1999 l’aveva indicata anche come membro del comitato di sette esperti incaricati di elaborare un progetto di riforma del Ministero, è stata confermata poi dal successivo governo di centrodestra. Nel 2013 è stata nominata amministratore delegato di Invimit, la controllata pubblica che si occupa della vendita di una parte del patrimonio immobiliare statale, dove è restata in sella fino al dicembre 2018. Nel gennaio 2019 la Banca d’Italia l’ha scelta come commissaria straoridinaria di Sorgente sgr, la società immobiliare del gruppo Sorgente finita al centro di una aspra contesa legale con Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti e dei rappresentanti di commercio.

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