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Chi sono le “sardine”

Dai social alla piazza. Il movimento anti-Salvini nasce dall’idea di quattro trentenni in risposta ai toni e alla retorica dei comizi populisti. Intanto si moltiplicano le iniziative: dopo Bologna e Modena, la protesta si estende a Firenze, Milano, Napoli e in Sicilia

Prima Bologna, poi Modena. È la breve ma già rumorosa storia delle “sardine”, il movimento anti-Salvini che sta cercando di porsi come argine al centrodestra in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020 in Emilia Romagna. Ma solo due flash mob e le “sardine” prendono il largo. Nei prossimi giorni scenderanno in piazza a Reggio Emilia, Rimini e Parma (rispettivamente il 23, il 24 e il 25 novembre) sempre in concomitanza con il tour elettorale del leader leghista Matteo Salvini. Ma la mobilitazione inizia a prendere piede anche in Toscana, dove si lavora per un flash mob il 30 novembre a Firenze, in Lombardia, in Campania e in Piemonte. Anche in Sicilia è nato un gruppo Facebook.

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«Volevamo dare un messaggio: staremo stretti come le sardine, perché saremo in tanti», spiega Mattia Santoni, 32 anni, laureato in scienze politiche e collaboratore per una rivista legata a Romano Prodi, uno degli ideatori del cosiddetto movimento delle sardine. Un’idea, come ha raccontato Mattia al Resto del Carlino, nata nel corso di una notte insonne insieme a tre amici: Roberto Morotti, 31 anni, ingegnere, Giulia Trappoloni, 30 anni, fisioterapista e Andrea Garreffa, 30 anni, guida turistica.

Lo scorso 14 novembre, in occasione della presenza di Salvini a Bologna a sostegno della sua candidata, Lucia Borgonzoni, su Facebook è stato lanciato un evento chiamato “6.000 persone contro Salvini”: gli organizzatori avevano chiesto ai partecipanti di radunarsi alle 20.30 davanti alla basilica di San Petronio, la stessa ora in cui Salvini entrava nel PalaDozza di Bologna. L’obiettivo era dimostrare a Salvini che in Piazza Maggiore c’erano 6.000 persone «strette come sardine» a protestare contro di lui: più delle 5.570 che può contenere il PalaDozza. L’invito recitava: «Nessuna bandiera, nessun partito, nessun insulto. Crea la tua sardina e partecipa alla prima rivoluzione ittica della storia». Da qui il nome: un pesce silenzioso che si contrappone ai toni e alla retorica dei comizi populisti.

Le immagini della piazza gremita sono diventate virali sui social e il movimento delle sardine ha attirato molti apprezzamenti, ma anche alcune critiche, soprattutto da parte della Lega, che ha insinuato dubbi sulla presunta “spontaneità” del movimento. «Gratta la sardina trovi la piddina»: Salvini accusa il movimento di essere filo-Pd. E poi lancia anche una provocazione: «In piazza con loro ci vado pure io». «A Modena – incalza – ho preferito le aziende alle sardine: con tutto il rispetto delle sardine ci sono più problemi in aziende in difficoltà, che in piazza. Sardine a Rimini? – ha aggiunto – La prossima volta ci vado anche io in piazza con loro”. Senza scontri. “Io vado a proporre perché queste sono piazze contro, io vengo a Rimini per, vado a Firenze per, sono stato a Modena per. Le piazze contro – ha concluso Salvini – sono rispettabili e sono curioso di sapere qual è la proposta».

L’appuntamento a Rimini è il 24 novembre alle 17 alla Pescheria Vecchia. «Salvini viene qui – scrivono le “sardine” di Rimini – facendo passare il messaggio che la Romagna è ormai presa e che la sua retorica dell’insulto e delle false promesse si traduce in consenso e approvazione dovunque. Ma le sardine hanno testa e poca pancia. Non ragionano come gli uomini. Non hanno bisogno di un comandante. Non hanno bisogno di urlare e insultare. Hanno bisogno di una pescheria, anzi, di una Vecchia Pescheria!».

l tam tam corre veloce sui social. Le “sardine” sono pronte a sbarcare a Milano: la data è già fissata, il primo dicembre alle 17 in piazza Duomo. A Firenze sono attese 40mila persone con il simbolo ittiico sabato 30 novembre, quando il leader della Lega sarà in città per una cena con mille militanti del Carroccio per dare il via ufficiale alla campagna in vista delle elezioni regionali della primavera del 2020 in Toscana. Anche Torino ha lanciato l’appello e in due giorni le adesioni sono salite a ventimila. Per dire no alla politica dell’odio è nata anche la pagina delle “sardine” a Benevento: “AAA Sardine Sannite Cercasi” è il gruppo pubblico aperto dopo il flash mob a Bologna. Si ispirano alle “sardine” che hanno invaso Bologna anche i ragazzi che a Sorrento hanno organizzato un flash mob in occasione dell’arrivo in città di Matteo Salvini il 21 novembre per ufficializzare l’adesione dei sindaci di Sorrento e Positano alla Lega. E anche Napoli “non si lega”: flash mob in piazza del Gesù sabato 30 novembre.

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