Azione, il nuovo partito di Calenda «pilastro contro populisti e sovranisti»

L’obiettivo dell’europarlamentare è di arrivare alla doppia cifra nei sondaggi, altrimenti non si presenterà alle prossime elezioni: «Non serve un nuovo partitino»

È Azione il nome scelto per il nuovo partito politico di Carlo Calenda, europarlamentare uscito dal Partito democratico dopo l’alleanza con i Cinque Stelle. «Non è un’operazione personale, ma una grande operazione di mobilitazione dell’Italia che studia, lavora e produce e non ne può più di scegliere tra sovranisti e populisti, ai quali i grandi partiti europei si sono sottomessi», spiegano Carlo Calenda e Matteo Richetti durante la presentazione alla sede della Stampa estera a Roma. È un partito che si richiama al «liberalismo sociale» e al «popolarismo di Sturzo», collocandosi nel centrosinistra, ma più al centro possibile. L’obiettivo a cui guarda come possibile traguardo è fissato al 10%: se prima delle prossime elezioni Azione non avrà raggiunto percentuali vicine alla doppia cifra, il partito non si presenterà alle elezioni. «Non serve un nuovo partitino e se sarà un partitino avrà fallito il suo obiettivo e si scioglierà senza partecipare alle elezioni», ha spiegato Calenda.

“Azione” è, quindi, l’evoluzione di “Siamo Europei”, il movimento politico, costola del Pd, che Calenda aveva lanciato in occasione delle passate Europee.
Subito dopo la sua elezione al Parlamento europeo Calenda ha cominciato ad allontanarsi dai dem, ma la frattura è diventata definitiva in seguito alla crisi di governo di agosto, quando il Pd decide di andare al governo con il Movimento 5 Stelle. Nelle sue prime interviste per annunciare la creazione del partito, Calenda ha spiegato di averlo fondato perché le tradizionali forze moderate, come Pd e Forza Italia, si sono alleate con la Lega e il Movimento 5 Stelle. Azione invece «diventerà il pilastro di un grande Fronte Repubblicano e Democratico capace di ricacciare populisti e sovranisti ai margini del sistema politico».

In un’intervista al Messaggero, Calenda ha anche elencato i principali sostenitori che il suo partito ha raccolto fino a questo momento: «Nel nostro movimento ci sono imprenditori: da Alberto Baban, ex presidente dei piccoli industriali, a Cimmino di Yamamay; professionisti e professori come Walter Ricciardi, massimo esperto di sanità, e Stefano Allevi che è un grande studioso dell’immigrazione; amministratori locali capaci come Francesco Italia, sindaco di Siracusa, o il sindaco di Cinisi, Palazzolo, o Valentina Grippo, consigliere regionale nel Lazio; giovani che hanno animato liste civiche in tutta l’Italia e via così. Ci saranno alcuni esponenti di Più Europa, come il generale Camporini, l’ex presidente della commissione Affari Costituzionali, Mazziotti, e persone come la storica Emma Fattorini che pur stando ancora nella direzione del Pd ci darà una mano insieme a tanti altri».

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