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La marcia dei trattori su Berlino e Parigi

Più di mille mezzi agricoli hanno invaso gli Champs-Elysées, oltre 5mila hanno sfilato davanti alla porta di Brandeburgo: si protesta contro le politiche agricole

Balle di fieno e trattori a bloccare le strade: è la nuova ondata di protesta degli agricoltori che sta paralizzando le capitali di Francia e Germania. A Parigi oltre mille mezzi agricoli hanno sfilato sugli Champs-Elysées e sul Boulevard Periphérique. Obiettivo della manifestazione è protestare contro le politiche dell’amministrazione del presidente Emmanuel Macron, e in particolare contro il calo dei prezzi e la grande distribuzione.

Non sono mancati disagi alla circolazione ed episodi di tensione tra polizia e manifestanti. Da settimane il malessere contadino viaggia anche sui social, con l’hastag “SauveTonPaysan” (Salva il tuo contadino), sempre più popolare. Centinaia gli agricoltori provenienti dalle regioni Hauts-de-France, Normandia, Ile-de-France, Grand-Est, Centre-Val-de-Loir e Borgogna, che hanno risposto all’appello indetto dai sindacati FNSEA e Jeunes Agriculteurs fortemente contrari agli accordi di libero scambio sanciti dall’Unione europea. «Lasciateci lavorare» e «Macron ascoltaci» i cartelli attaccati ai trattori che sintetizzano i malumori degli agricoltori che manifestano contro l’aumento dei costi produttivi e delle tasse associato al calo dei prezzi di vendita e rimozione delle quote su alcuni prodotti che mediamente hanno fatto crollare i redditi del 40% negli ultimi 5 anni, fino al 75% in alcuni settori, come quello dello zucchero.

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Un’analoga protesta è andata in scena anche Berlino. Centinaia di trattori, secondo gli organizzatori addirittura 10mila (secondo la Polizia 5.095), hanno invaso la capitale tedesca per protestare contro le misure sull’agricoltura del pacchetto leggi del governo. Trattori e altri mezzi pesanti avevano sfilato davanti alla porta di Brandeburgo. Disagi alla circolazione con code lunghe fino a 20 chilometri, Le ragioni della protesta riguardano le nuove norme varate, all’inizio di settembre, dalla ministra per l’agricoltura Julia Klöckner (CDU) e dalla ministra per l’ambiente Svenja Schulze (SPD). Tra i provvedimenti contestati, la messa al bando dei pesticidi a base di glifosato, che spariranno lentamente entro il 2023, e la proposta di ridurre il contenuto di nitrati nelle acque sotterranee, eliminando l’uso di alcuni fertilizzanti e letame liquido.

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