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Come funziona la prescrizione in Europa

La riforma della giustizia fa traballare il governo. Negli altri Paesi quasi tutti i reati sono imprescrittibili: solo la Grecia ha una normativa simile alla nostra, mentre in Francia e Germania i tempi sono generalmente più lunghi

A un mese dall’entrata in vigore la riforma della prescrizione torna ad agitare gli equilibri interni alla maggioranza. E adesso che anche l’Associazione nazionale magistrati ha criticato l’entrata in vigore della riforma in assenza di nuove leggi per velocizzare il processo penale, le distanze tra Movimento 5 stelle e Partito democratico si fanno più marcate. Adesso i riflettori si spostano sull’Aula di Montecitorio che lunedì sarà chiamata a votare la richiesta di esame con urgenza della proposta di legge di Forza Italia che mira a stoppare l’attuazione delle nuove norme, abrogando la legge approvata lo scorso anno e contenuta nel ddl Anticorruzione. La paura è che sulla giustizia il Pd possa votare con Forza Italia, Lega e FdI per far saltare la norma che blocca la prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

La prescrizione in Italia prevede che un reato sia estinto, dunque che il procedimento che lo riguarda abbia fine, «decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro se si tratta di contravvenzione». In pratica, trascorso un certo periodo, il reato non può più essere perseguito e chi è sospettato di averlo commesso non è più processato. Il senso della norma si rifà alla convinzione che, dopo un determinato numero di anni, non sia più nell’interesse della comunità perseguire alcuni reati oppure non ci siano più le condizioni per farlo. Fanno eccezione i reati di particolare gravità, per i quali è prevista la pena dell’ergastolo.

Soltanto in Grecia esiste una versione della prescrizione simile a quella italiana. In Francia il termine per i reati più gravi è di dieci anni ma può essere bloccato a ogni azione giudiziaria. In più una riforma del 2012 ha praticamente reso imprescrittibili gran parte delle pene. Anche in Germania si blocca a ogni azione giudiziaria, e quando l’indagato è un politico è calcolata dal momento in cui viene avviato il procedimento e non dal giorno in cui sarebbe stato commesso il reato. Nel Regno Unito non esiste. Essendo la patria del common law si calcolano solo i limiti per l’inizio dell’azione penale. Una norma prevista soltanto per i reati minori: per quelli più gravi non è previsto niente del genere. È in questo modo che funziona la prescrizione nei principali Paesi europei. A spiegarlo è uno studio della Camera dei deputati, commissionato nel 2015, quando al centro del dibattito c’era la riforma del processo penale voluta da l’allora guardasigilli Andrea Orlando. Un dossier ancora oggi attualissimo visto le critiche e le opposizioni alla riforma Bonafede.

In Francia i termini di prescrizione del reato variano in base alla qualificazione giuridica dell’illecito. Il codice stabilisce un termine di dieci anni per i reati più gravi giudicati dalla corte d’Assise, tre anni per i delitti e uno per le contravvenzioni. La prescrizione della pena, invece, interviene dopo 20 anni per i crimini, 5 anni per i delitti e 2 anni per le contravvenzioni. Non si possono prescrivere i reati più gravi – come i crimini contro l’umanità – e alcune infrazioni militari, dalla diserzione all’insubordinazione. Si prescrivono in 30 anni i reati di terrorismo, in 20 quelli legati ad abusi sessuali e traffico di stupefacenti. Ovviamente esistono anche le eccezioni al contrario: i reati commessi a mezzo stampa, per esempio, si prescrivono in tre mesi, a patto che non siano legati a odio razziale. La prescrizione decorre dal giorno del compimento del reato, come in Italia, ma per alcuni reati il principio cambia: per i reati contro i minori decorre dal giorno in cui la vittima ha raggiunto la maggiore età dell’azione. In più i termini della prescrizione possono essere interrotti da qualsiasi atto di istituzione o di azione giudiziaria. Nel 2012, tra l’altro, è stata vara una riforma che ha ampliato i casi di interruzione: in pratica ha resto quasi imprescrittibili le pene.

Anche in Germania il codice parla di due prescrizioni: quella della perseguibilità e quella dell’esecuzione. I termini di prescrizione della perseguibilità del reato sono di 30 anni per le azioni punite con l’ergastolo, 20 anni per quelle puniti con una pena massima superiore a 10 anni, 5 anni per i reati con pene detentive tra 1 e 5 anni, 3 anni per gli altri reati. I termini di prescrizione dell’esecuzione della pena sono di 25 anni nel caso di pene detentive superiori a 10 anni, 20 anni per pene tra 5 e 10 anni, 10 anni per pene tra 1 e 5 anni, 5 anni per pene inferiori a 1 anno. Non esiste prescrizione per i reati di genocidio e omicidio e neanche neanche per le pene dei reati puniti con l’ergastolo. In caso di abusi sessuali di minori la prescrizione viene sospesa fino al compimento dei 30 anni di età della vittima. Particolarmente dura la legge nel caso in cui l’indagato è un politico. Per i reati compiuti da membri del parlamento federale o di un organo legislativo di un Land, la prescrizione è calcolata dal momento in cui viene avviato il procedimento: e quindi non nel momento in cui sarebbe stato commesso il reato come avviene in Italia. In più la prescrizione si interrompe a ogni attività giudiziaria: interrogatori, incarichi a periti, sequestri e perquisizioni, ordini di arresto, fissazione di udienza. Se si interrompe, poi arriva fino a 20 anni.

La prescrizione non esiste nel Regno Unito, come previsto dalla tradizione giuridica di common law che prevede solo un limite temporale legato all’estinzione dell’azione penale, e non del reato. Si chiamano “time limits” e si applicano all’esercizio dell’azione in giudizio. A livello di principio rispondono all’esigenza processuale di assicurare all’accusato un “giusto processo” (due process of law) a non eccessiva distanza di tempo rispetto ai reati contestati. La quantificazione del tempo cambia a seconda dalla categoria dei reati che si dividono in “summary offence” o “indictable offence”. Nel caso della summary offence, l’azione penale deve essere avviata entro 6 mesi dal compimento del reato. Nel caso della indictable offence non sussistono limiti temporali alla prosecution.

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