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Manovra, tassa di soggiorno fino a 10 euro nelle principali mete turistiche

I comuni interessati sono quelli in cui il numero di turisti supera di venti volte quello dei residenti. La novità è contenuta in un emendamento al decreto fiscale approvato alla Camera

I comuni italiani più turistici, quelli che ogni anno registrano presenze oltre 20 volte il numero dei residenti, potranno aumentare la tassa di soggiorno fino a 10 euro. È una delle principali novità introdotte con un emendamento al decreto fiscale appena approvato in Commissione Finanze della Camera. Per le casse comunali potrebbe essere una boccata d’ossigeno: già oggi incassano 600 milioni. Ma per i turisti è una brutta sorpresa: in certe località la tassa potrebbe addirittura raddoppiare.

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L’emendamento, a prima firma della dem Martina Nardi, aumenta da 5 a 10 euro il tetto massimo della tassa di soggiorno pagata dai turisti. La lista delle località che potranno applicare l’aumento sarà individuata da un decreto ministeriale. Ma intanto un primo paletto è già stabilito: il numero di turisti deve superare di venti volte quello dei residenti. Se si guarda la classifica delle presenze turistiche sui dati Isat non è troppo difficili individuarli. A sorpresa Roma e Milano sono fuori, avendo molti abitanti le loro presenze anche se alte – rispettivamente 26 e 11 milioni – non bastano a superare il paletto delle 20 volte. Venezia e Firenze, rispettivamente con 11 e 10 milioni di presenze, rientrano invece in questo parametro . Sicuramente ci entrano piccole località con pochi abitanti e molte presenze: come Jesolo (5,6 milioni di turisti), Sorrento (2,4 milioni), Cortina e Ischia che hanno entrambe oltre un milione di presenze l’anno.

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