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Prescrizione, il Pd vota a favore della riforma Bonafede ma chiede di bloccarla

La maggioranza vota «no» alla richiesta di urgenza per esaminare la proposta di legge di Forza Italia. Italia Viva partecipa al voto, mentre Zingaretti lancia un ultimatum al M5s: «Senza accordo presenteremo una nostra proposta»

La Camera ha disinnescato il tentativo del centrodestra di bloccare la riforma Bonafede sulla prescrizione. Ma dentro la maggioranza la questione è tutt’altro che risolta. Nicola Zingaretti, ha detto chiaramente che senza un accordo nei prossimi giorni il Pd presenterà una sua proposta di legge. «Il Partito democratico si è confermato forza leale con la maggioranza. Riteniamo inaccettabile – ha detto il segretario dem – l’entrata in vigore delle norme sulla prescrizione senza garanzie sulla durata dei processi. Non si può rimanere sotto processo per un tempo indefinito, per lunghissimi anni. Senza un accordo nei prossimi giorni, il Pd presenterà una sua proposta di legge. Lavoriamo dunque insieme per trovare una soluzione credibile e cambiare in meglio le cose».

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Nei giorni scorsi erano stati proprio alcuni esponenti Pd e Italia Viva a non escludere di poter dare il proprio sostegno alla legge Costa se non si fosse trovato un accordo nel governo sulla riforma del processo penale. L’intesa ancora non c’è, ma si è deciso di evitare la rottura per arrivare a un’intesa nella maggioranza: Pd e Leu hanno, infatti, votato insieme ai Cinquestelle nonostante le tensioni, mentre Italia viva ha deciso di non partecipare al voto. Per i deputati del Partito democratico però, ora serve raggiungere un’intesa sulla riforma del processo penale. Michele Bordo, vicecapogruppo del Pd alla Camera, evidenzia le distanze sul tema giustizia con il M5s. «Riteniamo la riforma Bonafede senza senso e incostituzionale, noi abbiamo proposto un ventaglio di proposte ai 5 stelle e riteniamo utile rinviare l’entrata in vigore della prescrizione riformata dal precedente governo. Loro non possono pensare che un provvedimento possa andare avanti a prescindere quando c’è una parte molto consistente della maggioranza quella riforma non la condivide».

I renziani, pur avendo evitato la rottura, hanno scelto comunque di dare un segnale in Aula non partecipando al voto: «Riconosciamo l’urgenza e la riconoscono avvocati in sciopero e magistrati fuori dal Parlamento- hanno scritto in una nota – La nuova disciplina della prescrizione di Lega e M5s significa di fatto processi senza fine. Non abbiamo partecipato al voto per non mettere in difficoltà la maggioranza. Ma chiediamo al governo subito una soluzione, perché ogni discussione su prescrizione e riforma processo penale è ferma».

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