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Dalla plastic tax alle auto aziendali: ecco come cambia la manovra 2020

Sterilizzato l’aumento dell’Iva, azzerata la tassa sulle auto aziendali, plastic e sugar tax rimandate. Conte: «Nessuno dica che siamo il governo delle tasse»

L’accordo politico c’è. Tra minacce di crisi di governo, scontri e un braccio di ferro tra Pd e Italia Viva, la maggioranza sigla quella che dovrebbe essere l’intesa finale sulla manovra 2020. Slitta a luglio la tassa sulla plastica da 40 centesimi al chilo, parte da ottobre la sugar tax, azzerata la tassa sulle auto aziendali e in arrivo 65 milioni per i Vigili del fuoco. La trattativa porta a un aumento delle tasse sulle vincite alle slot machine. E porta anche a limitare l’aumento dell’Ires (imposta sul reddito delle società) sui profitti dei concessionari pubblici: riguarderà autostrade e aeroporti, non le acque o le telecomunicazioni ed energia elettrica. Il dettaglio arriverà nei prossimi giorni.

«Abbiamo elaborato una proposta di manovra molto articolata – ha detto il presidente del Consiglio – Una proposta che, rispetto al quadro iniziale che abbiamo dovuto affrontare, è una proposta molto efficace che per prima cosa ha sterilizzato l’incremento dell’Iva per 23 miliardi dobbiamo ricordarlo questa è prima fondamentale misura che abbiamo dovuto affrontare, forse la più proibitiva. Abbiamo scongiurato una imposizione sui consumi». Dopo l’incontro con il presidente della Repubblica e alla fine del vertice di maggioranza, il premier Giuseppe Conte spiega i punti salienti della manovra: «Ci siamo resi conto che la plastic tax poteva avere un impatto problematico – ha detto Conte – ci sono arrivate segnalazioni dalle imprese del settore. Pur ritenendola una tassa di scopo abbiamo ritenuto di dovere ridurre l’impatto dell’85%, quindi l’imposizione partirà dal 1° luglio e le imprese hanno tutto l’agio per adottare strategie imprenditoriali conseguenti. La sugar tax partirà ancora più tardi, a ottobre, per dar tempo alle aziende di rivedere le loro strategie. La stretta sulle auto aziendali è stata azzerata. Nessuno dica che siamo il governo delle tasse». Con la manovra «abbiamo scongiurato la recessione» e ora Conte punta a un «Paese che cresca, un’Italia più verde».

Dopo il lungo braccio di ferro, Italia Viva ottiene lo slittamento della plastic tax e una riduzione del prelievo dell’85%. La tanto dibattuta tassa entrerà in vigore a luglio 2020 e prevede un prelievo di 40 centesimi al chilo (inizialmente era un ero al chilo). A essere colpite non saranno le materie plastiche, così come saranno esclusi le siringhe e i prodotti utilizzati nella sanità e quelli che contengono merci e prodotti alimentari. I renziani festeggiano anche per la sugar tax. La tassa sullo zucchero prevede un prelevamento di 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti e di 0,25 per i prodotti volti all’utilizzo previa diluizione. Esenti le bevande il cui contenuto complessivo di edulcoranti è inferiore o uguale a 25 grammi per lito. La tassa, secondo le prime stime del governo, avrebbe dovuto portare 240 milioni di gettito. Ma la sua entrata in vigore è stata fatta slittare a ottobre del prossimo anno. «Il Governo nasce per evitare l’aumento dell’Iva. Primo obiettivo raggiunto. Bene lo stop all’aumento delle tasse su auto, cellulari, casa. Sugar e plastic tax rinviate: nel 2020 riusciremo a cancellarle. Buon compromesso», commenta Matteo Renzi.

Il lunghissimo braccio di ferro che ha impegnato la maggioranza ha determinato un grave ritardo nell’iter del disegno di legge di Bilancio. Col risultato che, è ormai certo, esso verrà licenziato al Senato alla fine della prossima settimana con un testo blindato. La Camera dovrà cioè limitarsi a ratificarlo senza ulteriori modifiche, altrimenti ci sarebbe bisogno di una terza lettura al Senato per la quale non c’è più tempo. La manovra deve infatti essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre, altrimenti scatta l’esercizio provvisorio. Quest’anno, quindi, ci saranno due letture invece delle solite tre, il che segnala tutta la difficoltà di questo governo nel condurre in porto la manovra. Le opposizioni gridano allo scandalo, con la Lega che minaccia il ricorso alla Corte Costituzionale perché verrebbe compresso il diritto di uno dei due rami del Parlamento di intervenire sul disegno di legge di Bilancio. Ma Conte e Gualtieri spiegano che, con un governo nato a settembre, forse di meglio per ora non si poteva fare: «Miglioreremo il prossimo anno».

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