Economia

Mes, all’Eurogruppo passa la linea di Conte: «Niente scadenza a gennaio»

Ma non cambia la tabella di marcia: l'obiettivo è un accordo finale entro i primi mesi del 2020

I leader dell’Eurozona accolgono la proposta del premier Giuseppe Conte di modificare le conclusioni dell’Eurosummit. Non più «finalizzare il lavoro» sul riforma del Meccanismo europeo di stabilità, ma «proseguire il lavoro». Conte incassa una prima ufficiale apertura a una revisione di alcuni parti del nuovo Mes, dopo aver superato l’esame di Camera e Senato con l’approvazione della risoluzione che gli dava proprio questo mandato. La modifica rende più esplicito il concetto che il negoziato deve ancora proseguire. Non cambia per il momento la tabella di marcia per l’approvazione finale che dovrà avvenire entro i primi mesi del 2020.

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«Vogliamo continuare a negoziare senza l’assillo di dover sottoscrivere alcunché, continueremo a lavorare. La premura dell’Italia è che ci sia una valutazione complessiva», ha spiegato Conte nella conferenza stampa al termine dell’Eurosummit. La modifica ottenuta da Conte riguarda in particolare il punto 2 delle conclusioni dell’Eurosummit, con l’obiettivo di «dare atto che c’è ancora da lavorare per la revisione del Mes».

«Incoraggiamo l’Eurogruppo a proseguire il lavoro sul pacchetto di riforme del Mes, in attesa della procedure nazionali, e di continuare a lavorare su tutti gli elementi di un ulteriore rafforzamento dell’Unione bancaria, su base consensuale»: è quanto si legge nelle conclusioni dell’Eurosummit. Per quanto riguarda lo strumento di convergenza e competitività (Bicc), ovvero quello che resta della vecchia idea di bilancio della zona euro, «per poterlo finalizzare nel contesto del bilancio Ue invitiamo l’Eurogruppo a fornire rapidamente il suo contributo sulle soluzioni appropriate per il finanziamento, con l’obiettivo di “incontrare le nostre ambizioni per la convergenza e la competitività. Il BICC – scrivono i leader – sarà incluso nelle consultazioni del Presidente del Consiglio Ue con gli Stati membri, nel contesto del bilancio pluriennale».

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