Caduta di capelli: «Stop all’alopecia anche con i trattamenti di medicina estetica»

Il fenomeno è in aumento: complice lo stress, squilibri ormonali e diete non equilibrate colpisce il 70% degli uomini e il 40% delle donne. Con la dr.ssa Katia Caccamo, specialista in Medicina Estetica, abbiamo parlato delle soluzioni più innovative ed efficaci per avere capelli sani e forti

Ogni giorno ne perdiamo fra i 50 e i 100. Può sembrare un numero elevato ma invece è fisiologico. Bisogna preoccuparsi quando si verifica una perdita maggiore. Il fenomeno della caduta dei capelli è in aumento: complice una vita sempre più stressante, un inquinamento maggiore, diete non equilibrate, l’alopecia colpisce il 70% degli uomini e il 40% delle donne, anche giovani. Di come contrastare la perdita dei capelli, dei trattamenti più efficaci e delle soluzioni più innovative abbiamo parlato con la dr.ssa Katia Caccamo, medico chirurgo, specialista in Medicina Estetica e coordinatrice regionale della Sime (Società Italiana di Medicina Estetica).

Katia Caccamo Medeste
Dott.ssa Katia Caccamo, medico chirurgo specialista in medicina estetica

Perché cadono i capelli?
«La perdita completa dei capelli in un’area o in tutto il cuoio capelluto è un fenomeno temutissimo sia dagli uomini che dalle donne. È normale perdere ogni giorno fino a qualche decina di capelli, perché questi hanno un proprio ciclo vitale al termine del quale cadono. Il fenomeno passa inosservato perché i capelli persi sono una piccola percentuale, se ne formano di nuovi e la chioma non si modifica. Molti fattori tra cui principalmente lo stress ma anche patologie infiammatorie croniche, la carenza di nutrienti, l’ipotiroidismo ed alcuni farmaci possono determinare un aumento del numero di capelli che cadono: il diradamento diviene visibile e spesso assume una forma circoscritta. Le donne, soprattutto con il sopraggiungere della menopausa cominciano perdere i capelli poiché manca la protezione degli estrogeni. Gli uomini , invece, cominciano prima e spesso entra in gioco anche un fattore ereditario».

Quali sono i campanelli d’allarme ai quali è bene prestare attenzione?
«L’alopecia comincia a manifestarsi con un diradamento graduale circoscritto ad alcune aree del cuoio capelluto: l‘attaccatura dei capelli in regione fronto-temporale, o la regione parietale del vertice (la cosiddetta “chierica”) negli uomini. Nelle donne invece il diradamento interessa la regione parietale. In entrambi i sessi il diradamento non si associa quasi mai a caduta massiva di capelli sani, invece è caratterizzato da una progressiva riduzione dei capelli che diventano più sottili, si arricciano, e soprattutto crescono meno in lunghezza. Queste modifiche, che durano anni, costituiscono il processo di miniaturizzazione del pelo che si conclude con la caduta dello stesso. Questo processo è reversibile con le terapie nella fase iniziale mentre poi l’efficacia sulla ricrescita si riduce».

Cosa fare?
«Qualsiasi terapia deve essere necessariamente preceduta da un’attenta prima visita che prevede un esame anamnestico per conoscere la storia clinica del paziente, esami clinico-strumentali adeguati per conoscere lo stato di salute e, infine, una diagnosi per individuare le cure più appropriate. La medicina estetica non fa eccezione. La visita specialistica permette di fare una diagnosi differenziale tra i diversi tipi di alopecia per individuare il trattamento più appropriato».

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Quali sono i trattamenti di medicina estetica per combattere l’alopecia?
«L’alopecia può essere trattata anche senza doversi sottoporre ad un trattamento chirurgico attraverso l’ausilio della mesoterapia tricologica e della carbossiterapia. Con la biostimolazione del cuoio capelluto, o Hair Filler, si può porre freno alla caduta dei capelli ed è indicato per i pazienti con alopecia, diradamento, capelli fini o deboli o che notano un aumento consistente della caduta dei capelli. Questo è un trattamento di medicina estetica, mininvasivo, che consiste nell’effettuare iniezioni sulle zone della testa dove si verifica la maggiore diradazione. Le sostanze iniettate sono a base di acido ialuronico, polinucleotidi, aminoacidi, collagene e antiossidanti. Queste sostanze stimolano la rigenerazione dei follicoli piliferi, di conseguenza si ha una crescita di capelli più forti e corposi con aumento del diametro del fusto. La caduta dei capelli è provocata infatti da una sofferenza del bulbo pilifero che contrasta l’attività rigenerativa del follicolo. Tale processo porta alla chiusura di questa struttura. La biostimolazione del cuoio capelluto contrasta questo processo».

Anche la carbossiterapia può essere una soluzione all’alopecia?
«Sì, un’altra strategia terapeutica per il trattamento dell’alopecia è l’utilizzo della carbossiterapia. L’anidride carbonica iniettata nel sottocute riesce a migliorare la microcircolazione del cuoio capelluto rallentando il processo degenerativo di questa zona. La carbossiterapia prevede una infiltrazione di anidride carbonica medicale sul cuoio capelluto che migliorano la vascolarizzazione e permette alle sostanze che vengono iniettate con la mesoterapia tricologica di risultare più efficaci».

Quando iniziare queste terapie?
«Il momento migliore è senz’altro ai primi segni. Le sofferenze follicolari spesso si fanno notare in maniera asintomatica. Non vediamo una caduta di capelli, ma un progressivo assottigliamento. È quello il momento in cui possiamo senz’altro bloccare l’evoluzione della patologia e dare grandissimi risultati estetici».

Quali risultati si possono ottenere e in quanto tempo?
«Le tempistiche sono variabili a seconda della situazione particolare di ciascun paziente. Per avere un buon risultato si consigliano almeno 4 sedute di mesoterapia tricologica, della durata di 15-20 minuti ciascuna, a distanza di 2 settimane l’una dall’altra, seguite da altre 4 sedute, con frequenza mensile. Spesso tra una seduta e l’altra si eseguono sedute di carbossiterapia per migliorare la circolazione locale. Alle sedute in ambulatorio si associa spesso la terapia domiciliare con prodotti specifici. I risultati sono visibili dopo circa 2 mesi».

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