Donald Trump è sotto impeachment

La Camera ha votato a favore dei due capi di imputazione «abuso di potere» e «ostruzione dell’indagini del Congresso». La parola passa ora al Senato. Il presidente Usa: «I democratici sono divorati dall’odio vogliono annullare il risultato elettorale»

Con il voto della Camera Donald Trump è diventato il terzo presidente nella storia degli Stati Uniti – dopo Andrew Johnson nel 1868 e Bill Clinton nel 1998 (Nixon si dimise prima del voto) – a essere messo formalmente sotto impeachment, accusato di abuso di potere e ostruzione ai lavori del Congresso. Il primo articolo, «abuso di potere» ha ottenuto 230 voti a favore e 197 contro. Il secondo, «ostruzione dell’indagini del Congresso», 229 contro 198.

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La parola passa ora al Senato. A gennaio, inizierà un processo durante il quale verrà deciso se condannare e rimuovere Trump. Se meno dei due terzi dei senatori voteranno per ritenerlo colpevole, il presidente americano resterà in carica. Al contrario, se il 67 per cento lo condannerà, Trump verrà rimosso e il suo incarico verrà assunto dal vice presidente. Ma i Repubblicani, che alla Camera hanno votato in modo compatto contro l’impeachment, controllano la maggioranza dei seggi del Senato. Per questo ci si attende che Trump venga assolto, salvo sorprese, e i dubbi principali a oggi riguardano i tempi del processo, che si sovrapporrà almeno parzialmente con la campagna elettorale in vista delle elezioni del 2020.

Trump avrebbe «abusato» dei suoi poteri presidenziali sollecitando il leader ucraino Volodymyr Zelensky a riaprire un’inchiesta per corruzione a carico del figlio di Hunter Biden, il figlio di Joe Biden. Trump avrebbe bloccato 400 milioni di dollari in aiuti militari per smuovere Zelensky. La magistratura ucraina, però, non avviò alcuna indagine su Hunter Biden e a fine agosto le forniture militari americane furono consegnate al governo di Kiev. Durante il voto della Camera, Trump ha commentato l’impeachment prima su Twitter: «Questo è un assalto all’America», e poi da Battle Creek, in Michigan, dove era andato per un comizio elettorale. Qui Trump ha continuato a respingere le accuse rivoltegli dai Democratici, dicendo di non aver «mai fatto nulla di sbagliato», e parlando di «caccia alle streghe». «I democratici sono divorati dall’odio – ha detto Trump – vogliono annullare il risultato elettorale con l’impeachment».

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