MondoPrimo Piano

La Scozia avvia la procedura per l’indipendenza

La premier Sturgeon ha presentato un disegno di legge che le permette di indire un nuovo referendum sulla secessione dal Regno Unito. Richiesta bocciata da Johnson: «Sarebbe una dannosa distrazione e un tradimento del risultato del 2014»

Il Regno Unito vuole lasciare l’Unione Europea, la Scozia vuole lasciare il Regno Unito per restare in Europa. La premier Nicola Sturgeon ha presentato un disegno di legge che darebbe a Edimburgo il potere di indire altri referendum sull’indipendenza. «La Scozia ha fatto capire chiaramente la scorsa settimana di non volere che un governo Tory guidato da Boris Johnson ci porti fuori dall’Ue -ha sottolineato Sturgeon – Questo è il futuro che ci aspetta se non avremo l’opportunità di considerare l’alternativa dell’indipendenza».

Forte dello straordinario risultato alle elezioni della scorsa settimana, dove il Partito nazionalista scozzese (Snp) ha conquistato 47 seggi su 59, la leader scozzese ha chiesto un trasferimento di poteri da Westminster a Holyrood per una nuova consultazione popolare dopo quella del 2014. Una richiesta subito respinta dal governo di Londra, secondo cui si tratterebbe di una «dannosa distrazione». «Minerebbe il risultato decisivo del referendum del 2014 e la promessa fatta al popolo scozzese che si trattava di un voto nell’arco di una generazione», si legge in una nota del governo di Boris Johnson. I cittadini scozzesi erano stati chiamati a esprimersi sulla questione dell’indipendenza dal Regno Unito il 18 settembre del 2014. A vincere, con il 55,3% dei voti, era stato il «no».

LEGGI ANCHE: Le conseguenze della Brexit: cosa succede ai turisti e ai lavoratori europei

La Sturgeon ha inviato Downing Street un documento di 40 pagine dal titolo: «Il diritto della Scozia a scegliere», che presenta le ragioni per cui è «giusto e democratico» che ci sia un secondo referendum sull’indipendenza. «È un principio democratico fondamentale che le decisioni sul futuro costituzionale della Scozia siano prese da chi vive in Scozia», ha detto, chiedendo il via libera di Londra prima di Natale per poter andare alle urne nel 2020. Il messaggio della Sturgeon è molto chiaro: gli scozzesi hanno il diritto di decidere se restare o meno parte del Regno Unito, soprattutto ora che Brexit è una certezza. Due terzi degli scozzesi avevano votato a favore di restare nella Ue nel referendum del 2016, e quindi secondo la premier non è giusto che la Scozia sia «trascinata fuori dall’Europa contro la sua volontà».

La Sturgeon ha escluso di tenere un referendum “informale” e illegittimo come la Catalogna e intende procedere per vie legali e democratiche. Johnson respingerà la mia richiesta, ha ammesso la premier, ma «non deve avere alcuna illusione che la questione si fermi qui. Viviamo in una democrazia e alla fine la democrazia deve prevalere e prevarrà».

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi