La nuova Lega a congresso: meno Padania, più Italia

Nel tredicesimo congresso del Carroccio Salvini finirà di svuotare quel che resta del partito di Bossi. Con un cambio dello statuto si avvierà il passaggio verso un nuovo soggetto politico sovranista

La parola Nord scompare, nessun riferimento alla Padania, della secessione non rimane più nulla. Anche l’iconico verde e i simboli ( l’ampolla del Po e il sole delle Alpi) vengono messi in soffitta. Da un albergo alla periferia nord di Milano, Matteo Salvini completa la transizione: via la vecchia Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, avanti con il nuovo partito sovranista che guarda a Sud e sventola il tricolore. «Oggi è l’inizio di un bellissimo percorso, è il battesimo di un movimento che ha l’ambizione di rilanciare l’Italia nel mondo», Con queste parole Matteo Salvini apre il tredicesimo congresso che darà vita alla nuova Lega.

Il partito, costituito come Lega Nord, lascia spazio alla Lega Salvini premier. La propulsione secessionista cede il posto a una nuova entità politica che abbraccia un elettorato diffuso dalla Padania alla Sicilia. Il congresso serve per concludere la transizione verso il partito nazionale voluto da Salvini con la svolta sovranista avviata dal 2013. «Quando ho iniziato questo percorso sei anni fa con la Lega al 3% non avrei mai immaginato di avere l’onore e la fortuna di rappresentare il primo partito di questo Paese e la speranza per milioni di italiani», afferma il leader leghista. Il Carroccio dunque si aggiorna.La nuova entità politica si configurerà come una federazione di partiti regionali. Le 20 segreterie, con indicazioni territoriali come “Lega Puglia Salvini premier” e “Lega Lombardia Salvini premier”, saranno autonome da un punto di vista finanziario. Ognuna avrà un suo conto corrente e un suo statuto.

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L’escamotage dell’autonomia finanziaria dei vari partiti regionali servirà a non gravare, nel caso di problemi di natura economica, sulla segreteria nazionale di Salvini. La vecchia Lega Nord diventerà la bad company, con a carico i 49 milioni di euro rateizzati in rate da circa 600 mila euro da restituire in 75 anni. La Lega Salvini Premier, invece, sarà libera di muoversi senza il fardello dell’inchiesta giudiziaria sui rimborsi elettorali.

Senza bruschi colpi di mano, ma comunque in una sola mossa, Salvini seppellisce 30 anni di Lega Nord. Umberto Bossi resterà «presidente federale a vita e garante dell’unità della Lega Nord», ma i suoi poteri saranno fortemente limitati. A differenza dello statuto precedente, quello del 2015, Bossi non potrà mai più subentrare al segretario di via Bellerio. In nessun caso. Rimosso anche il passaggio in cui si affidava a Bossi il compito di «promuovere, con ogni idoneo mezzo, l’identità padana».

La vecchia classe dirigente e lo stesso fondatore potranno, dunque, restare nella Lega Nord, che non sarà dissolta, ma svuotata da tutte le energie che saranno convogliate nella Lega Salvini premier. Non ci sarà incompatibilità nell’iscrizione a entrambe le “Leghe”. Ma è chiaro che la classe dirigente sarà espressa soltanto da quella dipinta di azzurro salviniano. La durata del mandato del segretario sarà allungata da tre a cinque anni. E per sciogliere la Lega Nord basterà la maggioranza assoluta del consiglio federale, mentre con il vecchio statuto servivano i quattro quinti dei consiglieri. Queste misure sono un passaggio fondamentale per arrivare al vero congresso, quello del 2020, in cui si voterà lo statuto della nuova Lega.

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