Autostrade, ipotesi maxi-multa in alternativa alla revoca della concessione

Fonti di palazzo Chigi parlano di un "piano B" per chiudere la vicenda dopo il crollo del ponte Morandi che provocò 43 morti. Ma restano da convincere i Cinquestelle

Non più la revoca della concessione, ma una maxi-multa. Sarebbe questo l’orientamento del governo per chiudere il dossier con Autostrade per l’Italia, la società del gruppo Atlantia controllata dalla famiglia Benetton, aperto dopo il crollo del ponte Morandi a Genova che provocò 43 vittime. La soluzione, che permetterebbe di evitare un lungo contenzioso legale dall’esito incerto, potrebbe rappresentare un compromesso tra le varie sensibilità della maggioranza. Ma il premier Conte dovrà superare le ultime resistenze dei Cinquestelle che rimangono sulla linea della revoca. Come ha ribadito dal ministro delle Infrastrutture Stefano Patuanelli: «Sono certo che questo sia il risultato che dobbiamo ottenere».

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Appesa alla decisione del Governo sulla revoca o meno della concessione, Autostrade per l’Italia si prepara a mettere in campo anche il nuovo Piano industriale per dare un segnale di cambiamento e discontinuità con il passato. Il piano 2020-23 punta su manutenzione, innovazione tecnologica e sostenibilità. Uno dei punti fondamentali del progetto è che entro la fine di quest’anno tutti i sistemi di monitoraggio sui principali viadotti (circa 2 mila sui 3.020 chilometri di rete gestita) saranno svolti attraverso un sistema ad intelligenza artificiale sviluppato con Ibm. Una piattaforma che consentirà il controllo in tempo reale, la cui sperimentazione inizierà in questi giorni su uno dei viadotti che nei mesi scorsi è finito sotto la lente dei magistrati per i mancati controlli, il viadotto Bisagno in Liguria, sull’autostrada A12 Genova-Livorno. Tra le linee guida del piano, anche i forti investimenti in manutenzione e il tema centrale della qualità del servizio. Aspi sta infatti mettendo in campo tutto il possibile per dare il segnale del cambio di passo in atto, come spiegato in una recente intervista dall’ad Tomasi che, alla guida di Autostrade da poco meno di due mesi, ha chiarito anche la disponibilità a fare “importanti investimenti” e compensazioni: l’intenzione è di realizzare investimenti per 13 miliardi di euro nei 18 anni rimasti della concessione.

Tutte misure che Tomasi mette sul piatto insieme alla disponibilità a trattare con il Governo per salvare la concessione. E anche il futuro della società (con ripercussioni anche per la controllante Atlantia), che con la revoca e l’indennizzo ridotto previsto dal Milleproroghe (che lo porta da 23 a 7 miliardi) si troverebbe davanti al rischio fallimento. Una trattativa ufficialmente non risulta avviata. Ma viene invece indicata da indiscrezioni di stampa, che parlano della richiesta da parte del governo ad Aspi di compensazioni per 3,5-4 miliardi di euro, attraverso una riduzione del 5% delle tariffe, un tetto massimo agli aumenti del 2% e una remunerazione del capitale investito del 6-7%. Voci che risollevano il titolo in Borsa, dopo le pesanti perdite dei giorni scorsi.

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