Politica

Germanicum: cos’è, come funziona e cosa cambia con la nuova legge elettorale

La proposta depositata dal pentastellato Giuseppe Brescia è un proporzionale ispirato al modello tedesco, con soglia di sbarramento del 5% e il diritto di tribuna per chi non lo supera

Arriva il Germanicum, il sistema elettorale ispirato al modello tedesco, il cui testo è stato depositato alla Camera dal presidente della Commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia del M5s. La proposta prevede 391 seggi assegnati con metodo proporzionale, con soglia del 5%, con un meccanismo che permette il diritto di tribuna. Cancella i collegi uninominali del Rosatellum e di quella legge utilizza i 63 collegi proporzionali e le 28 circoscrizioni. Il testo tiene conto della riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari, quindi si articola sull’elezione di 600 parlamentari complessivi (400 alla Camera e 200 al Senato).

Il Germanicum va a modificare completamente l’impianto del Rosatellum con cui si è votato solamente a marzo del 2018. Sparisce, innanzitutto, la parte maggioritaria del sistema elettorale, così come i collegi uninominali. La soglia di sbarramento viene alzata del 2% e viene inserito il diritto di tribuna. Non si sa, ancora, se cambierà anche la formazione delle liste. Per ora non ci sono modifiche e restano i listini bloccati del Rosatellum: il nodo verrà comunque affrontato durante la discussione in Parlamento. Con l’eliminazione dei collegi uninominali e delle coalizioni pre-elettorali, inoltre, non esiste più il numero massimo di candidati.

Il nuovo testo elimina la quota maggioritaria prevista dal Rosatellum. Con l’attuale sistema elettorale in vigore si eleggevano il 36% dei parlamentari con il sistema maggioritario e il 64% con il proporzionale. Alla Camera, in particolare, venivano scelti con il maggioritario 232 deputati su 600, al Senato 116 rappresentanti su 315. Ora, però, a cambiare saranno anche i numeri, considerando che il Germanicum verrà applicato su un totale di 600 parlamentari, eletti tutti con sistema proporzionale.

Viene innalzata la soglia nazionale di sbarramento dall’attuale 3% al 5%. Una seconda soglia, del 15%, vale di fatto solo a livello regionale per la Camera, per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute. Sono 28 le circoscrizioni: vengono mantenute quelle previste dall’attuale legge elettorale, il Rosatellum. Sono in tutto 391 i seggi proporzionali che vengono assegnati a Montecitorio. A questi si aggiungono 8 seggi per gli eletti all’estero (in tutto 4 circoscrizioni), e 1 collegio uninominale per la Val d’Aosta. Al Senato sono in tutto 195 i seggi proporzionali che vengono assegnati. A questi si aggiungono 4 seggi per gli eletti all’estero e 1 seggio per la Val d’Aosta.

Altra novità della nuova legge elettorale potrebbe essere il diritto di tribuna: viene introdotto questo meccanismo per garantire la rappresentanza anche alle forze politiche minori, quelle che non riescono a superare lo sbarramento nazionale del 5%. Chi va bene a livello regionale, quindi, può così rientrare in Parlamento anche se non supera la soglia nazionale del 5%. Alla Camera si prevede che vengano eletti con questa sorta di ripescaggio i candidati delle formazioni che ottengono almeno tre quozienti in almeno due regioni. Al Senato i candidati che ottengono almeno un quoziente nella circoscrizione regionale.

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