MondoPrimo Piano

Gli Usa varano nuove sanzioni contro l’Iran

Colpite le esportazioni di Teheran di acciaio, alluminio, rame e ferro e anche altri settori dell’economia come l’edilizia e il tessile

Un altro duro colpo all’economia iraniana. Gli Stati Uniti varano una nuova ondata di sanzioni che colpiscono le esportazioni dell’acciaio, del ferro, dell’alluminio e del rame. E poi quel che è rimasto in piedi della manifattura tessile, del settore edile. L’annuncio da parte del Segretario di Stato Mike Pompeo e del Segretario al Tesoro Steven Mnuchin arriva pochi giorni dopo l’attacco missilitico dell’Iran su due basi aeree in Iraq con interessi americani, decisione presa come ritorsione contro il raid americano con il drone che ha ucciso il leader militare iraniano Qasem Soleimani.

La manovra contro l’Iran è divisa in due parti. Le misure restrittive colpiscono 17 aziende e otto funzionari che, spiega l’amministrazione Usa, «hanno portato avanti le attività destabilizzanti del regime e sono coinvolti nei raid missilistici di martedì» contro le basi americane. Nell’elenco ci sono, tra gli altri, Ali Shamkhani, segretario del consiglio di sicurezza nazionale e Gholamreza Soleimani, il comandante dei Basiji, una delle cinque formazioni paramilitari delle Guardie della Rivoluzione. «Questi individui — ha detto Pompeo — hanno tessuto le trame della destabilizzazione nel Medio Oriente e sono complici nell’assassinio di circa 1500 manifestanti iraniani».

Ma la mossa più forte tocca l’economia. Dopo aver soffocato le esportazioni di petrolio, crollate dai 2,5 milioni di barili al giorno a circa 250 mila, gli americani ora puntano a tagliare il resto dell’export, punendo le società straniere che acquisteranno materie prime o semilavorati. «Vogliamo tagliare le fonti di approvvigionamento del governo di Teheran, visto che questi fondi vengono usati per alimentare il terrorismo e le guerre per procura nella regione», ha spiegato Mnuchin. L’Iran è già in grave difficoltà, come mostrano i dati della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale. Nel 2016, subito dopo la firma dell’accordo sul nucleare, il prodotto interno lordo era cresciuto del 12%. Ma dopo le prime sanzioni sul petrolio imposte da Trump nel 2017 e nel 2018, il Paese è rapidamente scivolato in recessione e il pil è sprofondato a quota -9% (dato 2019).

Tags

Related Articles

Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi