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Legge elettorale, la Consulta dice no al referendum voluto dalla Lega

Bocciato il quesito sostenuto dal Carroccio: «Eccessivamente manipolativo». Salvini: «È il vecchio sistema che si difende: Pd e M5S sono e restano attaccati alle poltrone»

«Inammissibile». La Corte costituzionale ha deciso di bocciare la richiesta di referendum proposta dalla Lega per abrogare una parte dell’attuale legge elettorale, il cosiddetto «Rosatellum». Il referendum era stato sostenuto da otto consigli regionali governati dal centrodestra – Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Abruzzo, Basilicata e Liguria – con l’intento di trasformare l’attuale legge elettorale in senso maggioritario. Per i giudici costituzionali il quesito risulta «eccessivamente manipolativo».

In attesa del deposito della sentenza entro il 10 febbraio, la Corte Costituzionale ha fatto sapere di aver deciso di dichiarare inammissibile la proposta «per l’assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario nella parte che riguarda la delega al Governo, ovvero proprio nella parte che, secondo le intenzioni dei promotori, avrebbe consentito l’autoapplicatività della “normativa di risulta”».

La reazione di Matteo Salvini, che aveva lanciato la campagna per la raccolta firme a settembre dopo il cambio della maggioranza di governo, e dopo la convergenza di Pd e M5S sull’idea di una nuova legge elettorale proporzionale, non si è fatta attendere. «È una vergogna – ha commentato il leader della Lega pochi minuti dopo la notizia della bocciatura -. È il vecchio sistema che si difende: Pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il popolo: così è il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica».

«Il castello di sabbia costruito da Salvini sulla legge elettorale, è venuto giù con la sentenza della Consulta – hanno replicato Andrea Marcucci e Dario Parrini del Pd -. Ora la maggioranza vada spedita verso l’approvazione della proposta depositata alla Camera». Il riferimento è al disegno di legge per un nuovo sistema elettorale totalmente proporzionale, il cosiddetto «Germanicum», su cui è stata trovata un’intesa di massima tra i partiti della maggioranza. «Seguiamo la strada del proporzionale – puntualizza il capo politico del M5S, Luigi Di Maio – affinché tutti i cittadini italiani siano effettivamente rappresentati in Parlamento. La Lega voleva introdurre in Italia un sistema elettorale totalmente maggioritario, garantendo meno rappresentanza ai cittadini. Non ci stupisce, del resto quello che importa a loro in questo momento è trovare un modo per accaparrarsi più poltrone possibili».

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