Cina, il nuovo virus è «trasmissibile da persona a persona»

È il parere di un esperto del governo di Pechino. Già 224 i casi ufficiali e tre le vittime, l’Oms convoca il comitato di emergenza

La polmonite provocata dal misterioso virus simile alla Sars che si sta diffondendo in Cina «è trasmissibile da persona a persona»: la conferma è arrivata da Zhong Nanshan, rinomato esperto della Commissione della salute pubblica del governo di Pechino. Fino ad oggi, il coronavirus ha già colpito, secondo le stime ufficiali 224 persone, uccidendone tre. Intanto l’Oms ha convocato il Comitato di emergenza sul caso : si svolgerà a Ginevra il 22 gennaio per accertare se il focolaio di casi «rappresenti – afferma l’Oms in una nota – un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla».

I sintomi della malattia sono tipicamente respiratori quindi febbre, tosse, raffreddore mal di gola e grave affaticamento polmonare. Si curano i sintomi, ma non sono disponibili farmaci specifici. L’aumento dei casi di polmonite ha portato la Cina a intensificare il monitoraggio, con controlli straordinari negli aeroporti. Anche l’Italia ha attivato le procedure sanitarie all’aeroporto di Fiumicino, che ha tre collegamenti diretti con la città di Wuhan, considerata l’epicentro dell’epidemia.

Il ministero della Salute invita a non effettuare viaggi in Cina se non strettamente necessari: «Si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari. Se ci si reca in Cina, nella città di Wuhan, provincia di Hubei, si raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio. È raccomandato, inoltre, di evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi, evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori».

Il patogeno, che non è ancora stato battezzato ma ha la sigla (nCoV) fa parte della famiglia della Sars ed è un coronavirus che si manifesta con i sintomi della polmonite. Il focolaio dell’epidemia è partito da Wuhan, città di 11 milioni di abitanti. I primissimi pazienti avevano segnalato di essere venuti in contatto con il mercato del pesce della città (chiuso il 1 gennaio) ma ora la faccenda si fa più complicata perché ormai le infezioni si moltiplicano e soprattutto hanno passato i confini. Casi sono stati segnalati al di fuori di Wuhan, due a Pechino e uno Shenzhen e anche al di fuori dalla Cina, in Thailandia, Corea del Sud e Giappone.

L’aumento dei casi, più che triplicati in pochi giorni, accende nuovi timori anche se il governo centrale ripete che la situazione è sotto controllo. Si pensa che il nuovo coronavirus sia stato trasmesso per la prima volta all’uomo da animali infetti, forse tra le bancarelle del mercato centrale di Wuhan che vende pesci e animali selvatici. Alcuni pazienti non hanno però di recente frequentato questo luogo per questo è possibile che i focolai dell’infezione potrebbero essere più di uno. Un dettaglio questo che rende particolarmente complicato tracciare il percorso del virus.

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