MondoPrimo Piano

Il coronavirus cinese arriva in Europa

Confermati i primi due casi di contagio in Francia: a Parigi e Bordeaux. Negativi i test su due donne rientrate in Italia da Wuhan dopo una tournée

Il mondo trema per il diffondersi del nuovo coronavirus. Da più di 48 ore la città cinese di Wuhan, dove è stato scoperto il primo caso da virus “2019-nCoV”, è posta sotto isolamento insieme a diversi altri centri abitati per un totale di 41 milioni di persone interessate. Ma dalla Cina è arrivato in Giappone, in Thailandia, in Corea del Sud, a Taiwan e negli Stati Uniti. E adesso anche in Europa. Confermati i primi due casi di contagio in Francia, uno a Parigi e uno a Bordeaux.

LEGGI ANCHE: Dai pipistrelli ai serpenti: così il virus cinese è arrivato fino all’uomo

«Il paziente di Bordeaux ha 48 anni – ha detto in tv la ministra della Salute, Agnes Buzyn – è rientrato dalla Cina, dove è passato da Wuhan. Si è fatto visitare ieri. Da ieri è ricoverato in una camera isolata. È stato in contatto con una decina di persone dopo il suo arrivo in Francia». L’uomo è di «origini cinesi», ma residente in Gironda, la regione di Bordeaux. Si trovava in Cina per motivi professionali. Si sa poco del paziente ricoverato a Parigi, all’ospedale Bichat, a parte il fatto che anche lui è rientrato dalla Cina.

Le autorità sanitarie americane hanno confermato il secondo caso di coronavirus negli Stati Uniti. Si tratta di una donna di Chicago tornata dalla città cinese di Wuhan, dove si trova il focolaio dell’infezione. Le persone tenute attualmente sotto controllo negli Usa sono 63. I controlli sui casi sospetti, informano i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), sono in corso in 22 stati Usa.

Cinque, invece, le persone sotto osservazione in Messico, sottoposte a specifiche analisi per rilevare l’eventuale contagio da coronavirus. La Direzione generale di epidemiologia messicana ha annunciato che l’ultimo caso localizzato è quello di una donna di 28 anni, che risiede a Città del Messico, e che presenta sintomi sospetti dal 19 gennaio, cioè da quando è rientrata da un viaggio a Wuhan. Gli altri casi riguardano un uomo, una donna e una bambina, di 42, 37 e due anni, a Tepatitlán e di un uomo di 31 anni.

Negativi invece i primi esami effettuati su un caso sospetto di contagio del virus emerso a Bari. Per la donna ricoverata al Policlinico di Bari, dopo aver manifestato sintomi di infezione polmonare, i risultati dei test effettuati all’Istituto Spallanzani di Roma escludono il contagio da virus “2019-n-CoV” che in Cina ha causato la morte di 26 persone. E si attende la risposta definitiva anche per il secondo caso sospetto: una musicista ricoverata all’Ospedale Maggiore di Parma cui è stata diagnosticata un’influenza di tipo B. È l’esito dei primi accertamenti dell’istituto di Igiene dell’Università di Parma su tampone orofaringeo. Manca solo la conferma dello Spallanzani per escludere la presenza di coronavirus. Le due donne erano rientrate in Italia da Wuhan, cittadina focolaio del virus, dove si trovavano in tour insieme. Tra gli italiani di base a Wuhan, residenti e di passaggio, «non risulta al momento alcun caso di contagio di coronavirus nCOV-2019», scrive in una nota l’ambasciata d’Italia a Pechino.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi