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Coronavirus cinese, i contagi hanno già superato quelli della Sars

Registrati numeri superiori a quelli dell’epidemia del 2003, ma il tasso di mortalità resta decisamente inferiore. British Airways ha sospeso i voli con la Cina

Più contagi della Sars. Con l’ultimo aggiornamento l’epidemia di coronavirus ha già superato in Cina la diffusione della sindrome del 2003: sono 5974 i casi confermati (contro i 5327 della Sars, in nove mesi), mentre i decessi sono saliti a 132. Il tasso di mortalità del nuovo coronavirus è però decisamente inferiore a quello della Sars: attualmente, il nuovo virus si è rivelato mortale nel 2,2% dei casi, mentre la Sar aveva avuto un tasso di mortalità del 10%.

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All’estero sono stati confermati più di 83 casi di contagio, tra cui 8 in Europa: 4 in Germania e 4 in Francia. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che sono state a Wuhan, la città cinese dove è iniziato il contagio, ma nel caso di un cittadino tedesco la trasmissione del virus sarebbe avvenuta in Europa. Non sono finora stati riportati invece casi di contagio in Italia, dove ci sono controlli medici agli ingressi negli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino, quelli più interessati dal traffico proveniente da fuori dall’Europa, e dove si susseguono i falsi allarmi.

Nel frattempo sono cominciate le operazioni di evacuazione degli stranieri dalla città di Wuhan. Gli Stati Uniti hanno rimpatriato 240 cittadini, tra cui diplomatici con le loro famiglie, mentre il Giappone ha rimpatriato 206 cittadini, ma ce ne sono ancora circa 450 bloccati nella città. Altri paesi, tra cui Italia, Australia, Francia, Regno Unito, India e Corea del Sud si stanno preparando a evacuare i propri cittadini che si trovano a Wuhan nei prossimi giorni. Gli italiani che si trovano a Wuhan in questo momento sono circa 60.

La British Airways ha deciso di sospendere tutti i voli da e per la Cina a causa dell’epidemia. Anche la Casa Bianca sta valutando un possibile blocco aereo. Lo riferiscono i media americani, secondo cui l’ipotesi sarebbe stata discussa in una conference call tra funzionari del governo e manager delle maggiori compagnie aeree. Tutte le aziende presenti in Cina ormai, cominciano a prendere precauzioni. Toyota ha sospeso la produzione fino al 9 febbraio, Starbucks ha annunciato la chiusura temporanea di 2 mila punti vendita, la metà di quelli che ha nel Paese.

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