Cos’è il “Lodo Conte bis”: l’accordo sulla prescrizione che divide la maggioranza

L’intesa raggiunta prevede il blocco della prescrizione dopo due condanne, in primo grado e in appello. Ma Renzi continua ad opporsi: «Non voto l'accordo, il governo non ha i numeri»

Non vuole far cadere il governo, ma non voterà l’accordo sulla prescrizione raggiunto da Pd, M5s e Leu. Per Italia Viva di Renzi l’unica strada percorribile è il rinvio della riforma Bonafede (sebbene sia già in vigore) che blocca il decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. E così il “Lodo Conte bis”, dal nome del deputato Leu Federico Conte, ha avuto come unico effetto quello di spaccare la maggioranza. I renziani minacciano di votare, insieme alle opposizioni, la proposta di legge del forzista Enrico Costa che abolisce la riforma Bonafede. La battaglia si giocherà soprattutto in Senato dove l’esecutivo giallorosso rischia di non avere la maggioranza senza i voti di Italia Viva.

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L’accordo raggiunto, ha spiegato Renzi, «è sicuramente un passo in avanti», ma «mantiene un principio che io non condivido che è giustizialista. Non capisco perché il Pd tradisca le leggi del nostro governo». L’esecutivo, ha spiegato ancora il leader di Italia Viva, «non ha i numeri sull’accordo: io non lo voto». E sull’ipotesi di un passo indietro del suo partito ha detto: «Far cadere il governo? Assolutamente no, no, no, no. Ma se ci vogliono buttar fuori lo dicano. Se ci dicono “o cambiate idea o vi buttiamo fuori”, noi non cambiamo idea».

La proposta che alla fine ha trovato d’accordo tre partiti su quattro della maggioranza di governo (Pd, M5S e Leu), sulla quale ha ceduto anche Bonafede, è quella del deputato di Leu Federico Conte che stabilisce una distinzione tra condannati e assolti con lo stop del decorrere della prescrizione solo per i primi. Già con il primo “lodo Conte” (dal nome del premier che aveva convinto il Guardasigilli), si era deciso di interrompere il calcolo del tempo entro il quale un reato decade per i soli condannati in primo grado, mantenendo per gli assolti il vecchio regime. Il passo successivo è il “lodo Conte bis”, stavolta dal nome del responsabile Giustizia di Leu, che prevede il blocco della prescrizione per i condannati dopo il primo grado di giudizio mentre il processo va avanti. Se il condannato subisce una nuova condanna, la prescrizione si blocca in maniera definitiva. Se viene assolto, può recuperare i termini di prescrizione rimasti nel frattempo bloccati. In altre parole, il blocco scatterebbe, in via definitiva, solo per la doppia condanna, in primo e in secondo grado di giudizio.

Intanto lunedì 10 febbraio dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri la riforma del processo penale. L’ipotesi più accreditata è che la riforma sulla prescrizione, già in vigore, venga modificata subito con un decreto legge (che contenga il nuovo accordo Pd–M5s-LeU) o al massimo venga introdotta con il decreto Milleproroghe, soluzione che però sembra essere più difficile.

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