Da Papa Francesco nessuna apertura sui preti sposati

Il Sinodo dei vescovi aveva chiesto di introdurre questa misura straordinaria in Amazzonia, ma il Papa nel documento finale ha scelto di non occuparsi della questione

Non c’è nessun riferimento alla possibile ordinazione di preti sposati nell’esortazione apostolica di Papa Francesco “Querida Amazonia”. Nel documento finale che chiude il Sinodo dei vescovi sull’Amazzonia il Papa sceglie di non aprire spiragli ad un cambiamento di regole sul celibato dei preti non rispondendo alla richiesta di ordinare sacerdoti i diaconi sposati contenuta nel documento finale del Sinodo. Il tutto nonostante nella Chiesa cattolica vi siano eccezioni in questo senso, dai preti sposati nelle Chiese di rito orientale fino ai sacerdoti anglicani sposati e riammessi alla comunione con Roma.

Nel documento la richiesta del Sinodo di ordinare sacerdoti alcuni uomini sposati non viene nemmeno affrontata esplicitamente: l’agenzia stampa Associated Press fa notare che in alcuni passaggi Papa Francesco sembra affrontarla indirettamente, come quando «consiglia ai vescovi di pregare affinché ci siano maggiori vocazioni sacerdotali, e di inviare missionari nella regione».

Negli ultimi anni il Vaticano si era progressivamente ammorbidito sul tema del celibato dei sacerdoti concedendo ad esempio ad alcuni preti anglicani già sposati di convertirsi al cattolicesimo. La possibilità di estendere il sacerdozio agli uomini sposati, seppure in casi molto circoscritti, circolava già da tempo negli ambienti più progressisti della Chiesa. E al Sinodo dell’Amazzonia era arrivata la richiesta di ordinare sacerdoti i diaconi sposati per far fronte alla scarsità di personale del clero locale.

In questi mesi la proposta del Sinodo era stata molto osteggiata dall’ala conservatrice della Chiesa, secondo cui la misura avrebbe portato a un progressivo sgretolamento del sacerdozio così come lo conosciamo oggi. Anche il papa emerito Benedetto XVI, considerato più legato alle fazioni conservatrici della Chiesa, si era detto contrario alla proposta in un nuovo libro scritto insieme al cardinale Robert Sarah.

Il ricatto di un possibile scisma in caso di aperture l’avrebbe in questo senso convinto a fare un passo indietro. Ma in verità Francesco non si è mai dichiarato favorevole a superare la norma del celibato ecclesiastico. Gran parte dei membri del Sinodo ha chiesto di studiare nuove possibilità nel documento finale, ma queste possibilità nell’esortazione non vengono trattate: il documento, che non ha valore magisteriale, resta una proposta non accolta.

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