Air Italy pronta a licenziare tutti i 1.450 dipendenti

La compagnia fa sapere che «prenderà in considerazione tutte le possibilità» per la «cessione di rami d'azienda, che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro». Ma i sindacati replicano: «Non c'è alcuna intenzione della proprietà di fare alcunché»

Licenziamento collettivo per tutti i 1.450 dipendenti Air Italy: lo hanno i commissari liquidatori della compagnia in conference call con i dirigenti basati a Malpensa e a Olbia. Nelle prossime settimane si liquida tutto, dai prossimi giorni potrebbero partire le lettere di licenziamento, anche se i liquidatori stanno cercando di vagliare tutte le soluzioni possibili per evitare di perdere posti di lavoro.

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Air Italy «prenderà in considerazione tutte le possibilità» per la «cessione di rami d’azienda, che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro», si legge inoltre nella nota diffusa dalla compagnia dopo il primo confronto tra i liquidatori incaricati e i dipendenti della compagnia. «I liquidatori – spiega la nota – hanno illustrato ai dipendenti la possibile evoluzione della procedura di liquidazione, confermando l’intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa». In questa fase l’azienda si assume dunque l’impegno di cercare, mediante la vendita dei rami d’azienda, di mantenere tutti o in parte i posti di lavoro degli oltre 1.400 dipendenti, tra Olbia e Malpensa.

«Ancora non è arrivata alcuna lettera di licenziamento. Ma arriverà non appena i liquidatori definiranno il percorso con i dirigenti aziendali. Non c’è alcuna intenzione della proprietà di fare alcunché: occorre evitare che partano le prime lettere», dice all’Ansa il segretario della Filt Cgil regionale Arnaldo Boeddu. «Stiamo lavorando con il ministero dei Trasporti e dello Sviluppo economico per provare a cambiare la procedura ed evitare la liquidazione. Aspettiamo la convocazione dei due ministeri con cui andremo a parlare».

Il 12 febbraio gli azionisti di Air Italy, Alisarda e Qatar Airways attraverso AQA Holding, «a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato» hanno deciso all’unanimità di mettere la società Air Italy in liquidazione in bonis. «Lo stop delle attività di Air Italy e di Ernest Airlines sono inaccettabili e sono purtroppo solo l’inizio del tracollo. Nonostante la situazione gravissima, ancora non ci è giunta una convocazione urgente dai Ministri De Micheli, Patuanelli e Catalfo», è il grido d’allarme (unitario) di Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl TA. «Sono mesi che inascoltati stiamo lanciando l’allarme sullo stato di abbandono in cui riversa il trasporto aereo – continuano – che è strategico per la mobilità e il turismo in arrivo, rappresenta una percentuale importante di Pil e dà occupazione a decine di migliaia di lavoratori in tutta Italia, ma governo e ministri non sembrano dare la dovuta rilevanza politica a tutto questo. È urgentissima una convocazione interministeriale ai massimi livelli – proseguono – e chiediamo che anche il Presidente del Consiglio Conte si attivi, visto il silenzio dei suoi ministri». «Non c’è più tempo – concludono -. La politica svolga il proprio ruolo».

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