Economia

Dazi Usa, l’Italia esce indenne dalla revisione: salvi olio, pasta e vino

Scongiurati i temuti rincari su formaggi e alcolici. Di Maio: «La nostra azione diplomatica e la nostra amicizia con gli Stati Uniti hanno evitato il peggio per le nostre aziende»

Nessun prodotto italiano verrà penalizzato dalla revisione delle liste di merci Ue colpite dai dazi Usa: si salvano olio, pasta e vino. Gli Stati Uniti hanno deciso di non alzare i dazi al 25% che sono scattati lo scorso ottobre su vari prodotti realizzati in Europa, compreso il Parmigiano Reggiano, e ha fatto solo lievi modifiche alla lista, rimuovendo ad esempio il succo di prugna ma aggiungendo i coltelli da cucina importati da Francia e Germania. Mentre dal 18 marzo aumenteranno i dazi sui velivoli Airbus importati dall’Unione europea dal 10% al 15%.

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Nelle scorse settimane si erano diffuse sensazioni allarmanti. L’Ufficio del rappresentante speciale al commercio Robert Lighthizer sembrava orientato a estendere le tariffe ad altri prodotti e ad aumentarne la percentuale, pari al 25%, sulle merci già penalizzate. Per il momento, dunque, non cambia nulla. Su un pacchetto da 7,5 miliardi di dollari, il conto italiano resta pari a circa 450 milioni di dollari e tocca soprattutto le eccellenze agroindustriali, con un dazio del 25% su Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino (i formaggi valgono 312 milioni di dollari di export), salumi (circa 50 milioni di dollari, aperitivi e liquori (163 milioni di dollari). Aumentati soltanto i dazi sugli Airbus acquistati dalle compagnie aeree statunitensi.

D’altronde, le tariffe americane sono entrate in vigore proprio dopo la sentenza dell’Organizzazione mondiale del commercio che ha riconosciuto aiuti di Stato europei verso la società degli aerei, a danno della rivale Boeing. Per altro, nei prossimi mesi potrebbe arrivare una decisione insenso contrario, visto che si deve ancora chiudere la partita per la denuncia di aiuti all’azienda americana da parte della Casa Bianca.

Intanto, in Italia si esulta: «Il lavoro fatto in questi mesi ha dato i suoi frutti. L’agroalimentare italiano non compare nella lista dell’Ustr americana appena pubblicata dei prodotti soggetti a dazi», dichiara la ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova. «Abbiamo scongiurato il rischio che le nostre eccellenze subissero danni irreparabili. Nell’incontro che ho avuto con il segretario all’Agricoltura statunitense, Sonny Perdue, il 30 gennaio scorso a Roma lo avevo ribadito a chiare lettere. Tenete l’agroalimentare italiano fuori dalla vicenda Airbus. E avevo raccolto condivisione e disponibilità».

Soddisfatto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: «Sono stati colpiti altri Paesi ma non il nostro. Sono salvi i vini, l’olio d’oliva e gli altri prodotti italiani che rischiavano dazi fino al 100%. La nostra azione diplomatica e la nostra amicizia con gli Stati Uniti hanno scongiurato il peggio per le nostre aziende. Così difendiamo il Made in Italy, così difendiamo i prodotti della nostra terra, orgoglio della nazione».

L’Italia, almeno per il momento, esce comunque indenne dal confronto tra i codici doganali riportati dall’ufficio del rappresentante Usa per il commercio (Ustr), nelle due liste di ottobre e odierna non risultano infatti colpiti prodotti italiani. È stato quindi scongiurato il rischio che la revisione potesse estendersi ad altri importanti settori del nostro export sul mercato Usa. Ma è presto per cantare vittoria, visto che l’ufficio per il commercio Usa si riserva comunque di cambiare le merci colpite dalla tariffe.

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