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Aborto, i numeri che smentiscono la propaganda di Salvini

Il leader della Lega apre una campagna contro le interruzioni di gravidanza ripetute. Ma i casi in Italia sono in costante diminuzione

Il dibattito sull’aborto si è riacceso a partire da una dichiarazione di Matteo Salvini: «Ci sono delle donne, né di Roma né di Milano, che si sono presentate in pronto soccorso per la sesta volta per un’interruzione di gravidanza. Non spetta a me giudicare, è giusto che sia la donna a scegliere, ma non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile nel 2020». Ma i numeri sugli aborti in Italia sono in costante diminuzione anche per quanto riguarda le interruzioni di gravidanza volontarie. E sono in calo anche per quanto riguarda le donne straniere. Il sospetto è che il leader della Lega cerchi nuove munizioni per la sua propaganda politica.

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Gli aborti ripetuti in Italia sono in costante diminuzione dagli anni Novanta, ben inferiori alle soglie attese e sono tra i valori più bassi registrati a livello internazionale. È quanto emerge dall’ultima relazione al parlamento sull’interruzione volontaria di gravidanza, depositata nel 2019 dal Ministero della Salute su dati del 2017, gli ultimi disponibili.

Nel 2017 le donne che hanno avuto una precedente esperienza d’aborto sono state in media il 25,7%, in calo rispetto al 2016 in cui erano state il 26,4%. In particolare il 18,3% ha avuto un’esperienza precedente, il 5,1% due aborti, l’1,4% tre, e lo 0,9% quattro o più interruzioni volontarie (un dato quest’ultimo in calo dal 2015). Complessivamente per le donne italiane il dato è più basso (21,3%) rispetto alle straniere (36%), ma per entrambe in diminuzione rispetto all’anno precedente (rispettivamente 22,1% e 37%).

A livello regionale la frequenza più alta di interruzione volontaria di gravidanza ripetute per le italiane si è avuta nelle regioni del Sud con il 23,4%, mentre se si considerano italiane e straniere è maggiore al Nord in Liguria (32,8%), al Centro in Toscana (29,5%) e al Sud in Puglia (32,0%). Se si fa il confronto con altri Paesi, il valore italiano rimane il più basso a livello internazionale: in Inghilterra e Galles è del 39%, in Olanda del 35,2%, in Spagna del 37,6% mentre in Svezia e Stati Uniti del 43,7%.

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