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Chiusa l’operazione Sophia, l’Ue avrà una nuova missione navale in Libia

L’obiettivo principale è quello di far rispettare l’embargo sulle armi. I dettagli verranno resi noti nelle prossime settimane

«È stata raggiunta un’intesa tra tutti i Paesi dell’Ue per una missione che blocchi l’ingresso delle armi in Libia. Non si tratta della missione Sophia, la missione Sophia non esiste più». Lo ha ripetuto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio rilanciando la decisione presa dai ministri dei 27 paesi dell’Unione europea. Mentre l’Operazione Sophia, nata nel 2015, aveva come obiettivo principale quello di fermare il traffico di migranti, la nuova missione, i cui dettagli saranno definiti nelle prossime settimane, avrà invece quello di far rispettare l’embargo sulle armi in vigore in Libia, che viene violato sistematicamente da diversi Paesi dal 2011, anno dell’inizio della guerra civile.

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L’Operazione Sophia aveva iniziato a indebolirsi nel 2018, per ragioni diverse. Da un lato, le navi militari prestavano soccorso a migliaia di migranti in fuga dalla Libia, dall’altro la lotta al traffico di esseri umani prevedeva anche l’addestramento della controversa Guardia costiera libica, un corpo formato soprattutto da milizie e ritenuto in combutta coi trafficanti. L’allora ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, l’aveva criticata perché a suo dire la presenza delle navi militari al largo delle coste libiche attirava i migranti verso le acque italiane, una tesi mai sostenuta da prove concrete. Salvini aveva chiesto all’Unione Europea di limitare lo scopo dell’Operazione, proponendo persino di eliminarla. Senza l’appoggio del governo italiano, che aveva il comando dell’Operazione, tutti gli altri Paesi si erano tirati via via indietro.

La decisione di modificare l’obiettivo principale della missione, dalla lotta al traffico di migranti al rispetto dell’embargo sulle armi, è dipesa probabilmente anche dagli eventi degli ultimi mesi in Libia. I combattimenti fra le forze di Fayez al Serraj, a capo dell’unico governo riconosciuto come legittimo dall’Onu, e del maresciallo Khalifa Haftar, che ormai controlla buona parte del paese, si sono intensificati e stanno causando centinaia di morti.

Della nuova operazione che sostituirà Sophia, comunque, non si sa molto. Josep Borrell, l’Alto rappresentante degli Affari esteri dell’Unione, ha fatto sapere che prevederà lo schieramento di «mezzi aerei, navali e satellitari», mentre alcune fonti diplomatiche hanno spiegato a Politico che la missione sarà attiva soprattutto nella parte orientale della Libia, dove si sospetta che la Turchia stia da tempo inviando armi a bordo di navi.

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