L’offerta di Intesa Sanpaolo per comprare Ubi

L’operazione rafforzerebbe il profilo del gruppo anche a livello europeo. Tra gli obiettivi c’è quello di realizzare, dal 2022, utili superiori ai 6 miliardi

Intesa Sanpaolo punta a Ubi Banca. Con una mossa a sorpresa il primo gruppo bancario italiano ha comunicato di aver deciso di lanciare una offerta pubblica di scambio volontaria e totalitaria su Ubi. L’offerta prevede che per ogni 10 azioni di Ubi portate in adesione verranno corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione. Sulla base del prezzo ufficiale di chiusura di venerdì scorso 14 febbraio, a 2,502 euro, ogni azione Ubi viene così valutata 4,254 euro. Con un premio, quindi, del 27,6% pari a 3,333 euro, che valorizza Ubi Banca 4,86 miliardi di euro.

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Intesa Sanpaolo vuole consolidare ulteriormente, attraverso l’apporto della clientela e della rete di Ubi, la propria leadership nel settore bancario italiano ed europeo. La portata dell’operazione la spiega lo stesso Ceo di Intesa, Carlo Messina, in una dichiarazione diffusa in mattinata: «Il nostro settore, a livello europeo, è entrato in una nuova fase che richiede maggiori dimensioni, una più ampia capacità di investire e l’adozione di un nuovo modello di finanza sostenibile. Grazie a questa operazione, la banca che nascerà dall’integrazione tra Intesa Sanpaolo e Ubi potrà essere uno dei leader del sistema bancario europeo».

Nel comunicato che annunciava l’offerta, pubblicato sul sito, Intesa spiega che intende «svolgere un ruolo proattivo nel panorama bancario europeo» e per farlo ritiene opportuno aggregarsi «con un altro operatore che abbia caratteristiche simili, in modo da minimizzare i rischi». La banca che nascerà dall’integrazione «potrà essere uno dei leader del sistema bancario europeo». Intesa diventerebbe il settimo gruppo bancario per totale attivo dell’area euro, con 460 miliardi di impieghi, 1.100 miliardi di risparmi gestiti e 21 miliardi di ricavi stimati. Tra gli obiettivi di Intesa Sanpaolo c’è quello di realizzare, dal 2022, utili superiori ai 6 miliardi.

Intanto, fonti vicine al Car, il patto di consultazione degli azionisti di Ubi Banca (che raccoglie il 18,7% del capitale), lasciano intendere che gli azionisti della banca «preda» siano intenzionati a valutare l’offerta con calma: «Ubi è centrale per l’Italia e il suo sistema bancario. Il Car è già al lavoro per valutare il quadro, ma le riflessioni prenderanno il loro tempo», riferiscono le fonti in relazione all’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa.

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