Coronavirus, per la prima volta più guariti che contagiati

In Cina i guariti sono stati 1.824, mentre i nuovi casi di contagio accertati 1.749. Non era mai accaduto dall’esplosione dell’epidemia

Il numero di pazienti guariti dal coronavirus ha superato per la prima volta i nuovi casi di contagio in Cina. Lo rivelano gli ultimi dati diffusi dalla Commissione Nazionale per la Sanità di Pechino relativi alla giornata di ieri, quando sono stati rilevati 1.749 nuovi casi di contagio in Cina, mentre i pazienti guariti dal virus e dimessi dalle strutture ospedaliere sono stati 1.824.

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In totale i malati usciti dall’incubo del coronavirus sono 14.376. «In Cina, fuori dallo Hubei, ci sono stati solo 79 casi confermati di contagio, quattordicesimo giorno consecutivo di declino nel numero degli infetti», ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino. Nello Hubei e a Wuhan, ground zero del Covid-19, i nuovi casi accertati sono stati 1.808 e i morti 93, anche questi in diminuzione.

I numeri dell’epidemia restano alti in Cina: pazienti ricoverati 72.436, morti 1.868 (quasi tutti nello Hubei). Nel resto del mondo sono solo 900 i contagi e la concentrazione maggiore (542 passeggeri) è sempre sulla nave da crociera Diamond Princess, ancorata davanti a Yokohama in Giappone.

Il Centro per il controllo delle epidemie ha pubblicato uno studio per cui l’80% dei contagiati ha avuto sintomi lievi. Un’indagine su oltre 40 mila pazienti, campione rilevante. Problemi gravi, come la polmonite virale, sono stati individuati solo nel 14% dei casi, malattie critiche nel 5%. Il tasso di mortalità è 2,3% nello Hubei: tra i maschi il 2,8%,tra le donne l’ 1,7%. In tutta la Cina i decessi sono lo 0,4% dei casi. I bambini sembrano al riparo. Il Covid-19 uccide percentualmente meno di Sars e Mers (le due malattie simili per origine che colpirono Cina e Medio Oriente). Ma si diffonde più delle altre due sindromi respiratorie causate da coronavirus.

La statistica non rivela l’impatto umano. E non ricorda quanto sia dura per milioni di cittadini dell’Hubei costretti in casa da un mese. Pechino ha fretta di poter annunciare risultati positivi, perché l’impatto sociale è fortissimo: si calcola che 150 milioni di persone siano in quarantena più o meno stretta e 750 milioni di cinesi hanno problemi di movimento al di fuori delle loro comunità, per effetto del blocco di aeroporti e stazioni ferroviarie. Mentre gli scienziati cinesi e del resto del mondo lavorano a vaccini e cure immediate.

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